Galgano: “Sulle parafarmacie la politica torni a visioni generali”

 

Roma, 28 novembre – “L’evoluzione del settore delle parafarmacie comporta vantaggi per il cittadino e influisce sul ribasso dei prezzi dei medicinali generando benefici per i consumatori e per lo Stato. Liberalizzare la fascia C vuol dire, inoltre, garantire maggiore concorrenza e quindi generare nuove offerte che vanno a beneficio dell’intera comunità. La politica deve, quindi, smettere di essere una bieca rappresentazione di interessi particolari e deve tornare a creare visioni generali”.

Questo il senso dell’intervento di Adriana Galgano (nella foto), sintetizzato dalla stessa deputata di Scelta civica nel suo profilo facebook,  nel corso del convegno promosso ieri a Perugia da Altroconsumo.

A confrontarsi sul tema, oltre alla parlamentare – che sul tema si è impegnata lungo tutto l’arco della legislatura – c’erano anche Laura Filippucci per Altroconsumo, Alberto Moretti, direttore marketing canali distributivi Conad, Stefano Migliori, vicepresidente della Federazione nazionale parafarmacie italiane e Fabio Romiti, vicepresidente nazionale del Movimento nazionale liberi farmacisti.

Dall’analisi dell’esperta di mercato dell’associazione consumerista è emersa una valutazione critica della situazione, supportata dalla rilevazione dell’andamento dei prezzi dei farmaci di libera vendita dai primi provvedimenti in materia (gli sconti introdotti dall’allora ministro Storace nel 2005)  fino a oggi: secondo i dati della Filippucci, il mancato “governo” della novità rappresentata dalle parafarmacie e dai corner della Gdo, ma anche dalla vendita on line dei farmaci, con l’assenza di interventi coerenti per meglio definire e sviluppare l’identità e gli spazi delle nuove realtà anche sotto il profilo di uno sviluppo della concorrenza, ha finito per produrre una situazione di sostanziale confusione, favorita dalla grande oscillazione ancora riscontrabile tra i prezzi dei vari canali.  Il risultato inevitabile è stato quello di disorientare i consumatori, che faticano a muoversi in modo vantaggioso tra le opzioni oggi a loro disposizione. I numeri di Filippucci, insomma, attesterebbero  che i cambiamenti intervenuti  sono stati tanti ma alla fine, in concreto, hanno cambiato poco, impedendo ai consumatori di usufruire pienamente dei benefici che i sani regimi concorrenziali portano di norma con sé.

Migliori e Romiti, invece, sulla falsariga delle valutazioni di Galgano, hanno ribadito l’insufficienza della politica nel gestire la novità rappresentata dalle parafarmacie, istituite ma poi non sostenute da interventi politici coerenti e conseguenti, per un’ostilità preconcetta che ha di fatto  impedito lo sviluppo di un settore che, pure, ha creato dal nulla nuova occupazione, nuovi investimenti e opportunità di risparmio per i cittadini, introducendo la concorrenza in un sistema bloccato da tempo.

“L’unica via per rendere stabile il settore delle parafarmacie è quella di completare i processi di liberalizzazione rimasti a metà” ha ribadito Romiti “vera ragione delle sofferenze economiche di alcune parafarmacie, che non sono davvero l’esperienza fallimentare che molti politici vogliono far credere ma, al contrario, una realtà che vede migliaia di farmacisti portare quotidianamente  a casa lo stipendio grazie al loro esercizio. Bisogna semmai dare avvio a una nuova, autentica fase riformatrice del sistema di distribuzione del farmaco, smettendola una volta per tutte con le proposte conservative che non hanno altro scopo che quello di cancellare l’esperienza delle parafarmacie dal panorama professionale e imprenditoriale italiano con il fin troppo evidente obiettivo di restaurare il regime di monopolio di un tempo”.

Una posizione ampiamente  condivisa da Migliori, che ha evidenziato come sia stato evidente, in questi anni, il disegno della politica di schierarsi da una certa parte: “Basta pensare  al blocco del delisting, o alle scelte prive di capo e di coda come quella di considerare la possibilità servizi come l’autodiagnosi e la consegna di referti in negozi come le rivendite dei giornali  per negarla invece alle parafarmacie, dove opera un professionista sanitario laureato in farmacia e iscritto all’Albo” ha affermato il vicepresidente di Fnpi. “Ma, appunto, è ormai chiaro a chiunque voglia vederlo che si tratta di scelte pregiudiziali, tutt’altro che lungimiranti e certo non favorevoli all’interesse generale dei cittadini e del Paese”.

“Dobbiamo denunciare e contrastare con la massima forza e determinazione questa evidente insufficienza della politica” ha insistito Migliori “cominciando intanto con l’unire le forze di chi non può nè vuole tollerare ancora che il Paese rimanga ostaggio dei voleri delle caste e dei gruppi di interesse. E dobbiamo cominciare all’interno della categoria, dove le posizioni di sigle come Fnpi e Mnlf, solo per fare due esempi, sono del tutto sovrapponibili. Sarebbe il caso di elaborare programmi e iniziative comuni, per poi coinvolgere tutte le altre realtà – come le associazioni dei consumatori e le forze politiche non asservite agli interessi di parte – per portare avanti una battaglia che è, innanzitutto, di civiltà e di libertà”.