Galgano, interrogazione a Lorenzin: “Più delisting per i farmaci”

Roma, 15 settembre – Con un’interrogazione al ministro della Salute (presentata il 12 settembre scorso alla Camera, qui il testo), la deputata di Civici e innovatori Adriana Galgano (nella foto) è tornata a proporre la questione del delisting dei farmaci, sollecitando iniziative per il rapido aggiornamento da parte dell’Aifa della lista di farmaci di classe C (prevista dal decreto del 18 aprile 2012 che dà attuazione a una previsione del decreto “Salva Italia”, poi convertito nella legge 201 del 2011), così da consentire “ai cittadini e all’intero Paese di migliorare la qualità della vita e delle terapie a oggi offerte“.

Atteso che l’introduzione del delisting nel nostro Paese ha favorito una maggiore diffusione della cultura all’autocura, che l’automedicazione produce benefici al sistema sanitario e ai suoi utenti, perché determina la riduzione di file e tempi di attesa e permette ai medici, ricevendo meno pazienti, di fornire un servizio più attento e approfondito, e considerato altresì che un ampliamento dell’offerta di farmaci da automedicazione, con un allineamento a quanto avviene in Europa, porterebbe secondo uno studio Cergas Bocconi del 2016  a un potenziale alleggerimento dei conti del servizio sanitario nazionale di circa 844 milioni di euro l’anno,  la deputata umbra afferma che assumere iniziative per uno sviluppo  dell’automedicazione contribuirebbe a “innescare un meccanismo virtuoso in grado di liberare risorse a vantaggio delle terapie destinate ad altre patologie”.
Galgano, nel suo atto di sindacato, fa anche riferimento alla “continua evoluzione della ricerca su nuove molecole farmaceutiche, anche per la cura di malattie non gravi”, ricordando che  solo nel 2015 sono stati autorizzati in Italia 600 nuovi medicinali. La lista di farmaci essenziali aggiornata nel 2017 dall’Organizzazione mondiale della sanità, ricorda quindi la parlamentare, è peraltro composta da  soli 433 farmaci ritenuti fondamentali per affrontare le più importanti esigenze di salute pubblica: richiamo volto probabilmente a significare che sono  moltissimi, invece, i farmaci per i quali potrebbe essere semplificato l’accesso da parte dei cittadini, ancorché sempre mediato da un professionista come il farmacista.

Galgano non manca, ovviamente, di esplicitare anche un aspetto al quale, durante il suo mandato parlamentare, ha dedicato una continua attenzione: “Grazie al delisting ci sarebbe un incremento dei farmaci venduti nei canali, quali parafarmacie, grande distribuzione, market dove vige sempre la presenza di un farmacista, come garante della salute pubblica del cittadino” scrive infatti la deputata nella sua interrogazione. “Così facendo si avrebbe una diminuzione dei costi dei medicinali grazie alla concorrenza della distribuzione”.

L’iniziativa di Galgano ha incontrato il plauso immediato di Ivan G. Ruggiero, presidente di Libere parafarmacie italiane, che sull’argomento aveva avuto modo di confrontarsi direttamente con la deputata di Civici e innovatori, in un incontro tenutosi a Montecitorio lo scorso 12 luglio.

Dopo il primo provvedimento varato dall’allora ministro Balduzzi nel 2012, che riguardava 220 farmaci, e quello della primavera del 2014 relativo a 521 farmaci, il delisting si è praticamente fermato e da allora, osserva Ruggiero in una nota, non è stata prodotta nessuna altra lista dall’Aifa, seppure la normativa lo preveda”.

Un blocco che, osserva Ruggiero, si traduce in un danno rilevante per le parafarmacie,  “destinate a lavorare ‘zoppe’ per mancati provvedimenti governativi a nostro favore e per continue discriminazioni, secondo noi studiate a tavolino, per metterci in condizioni di chiudere”.

Per questo, il presidente di Lpi esprime l’auspicio che l’atto di sindacato ispettivo dell’on. Galgano sia valutato con responsabilità da parte degli interlocutori e che sia data una risposta dal Ministero e dall’Aifa, credibile in primis e positiva per  noi. La legge c’è, bisogna solo seguirla e dare continuità”.

Lpi, al riguardo, proseguirà nel suo impegno: “Noi faremo la nostra parte con un ‘dossier’ pronto per essere inviato all’Aifa e per conoscenza al Ministero” afferma infatti Ruggiero. “Non escludo incontri, abbiamo anche pronta una lista di farmaci di circa 500 specialità, che secondo noi potrebbero tranquillamente passare in libera vendita e che sarà, mi auguro, oggetto di confronto”.