Galgano insiste: “Fascia C, necessario rivedere subito il delisting”

Roma, 2 ottobre . “Chiedo al governo di riconsiderare l’aggiornamento dell’elenco dei farmaci di classe C perché, oltre alle considerazioni legate alla maggiore tutela della salute e ai minori costi gravanti sul Servizio sanitario nazionale e sui cittadini, con il delisting si produrrebbero risparmi importanti anche per le aziende. Se pensiamo, infatti, che è stato calcolato che mediamente un permesso per una visita per la prescrizione di un farmaco comporta per le imprese un aggravio di costi pari a circa 60 euro, è facile capire quale sarebbe la portata delle risorse che potrebbero essere investite in altro. C’è di più, con il delisting potremmo abbattere 30 milioni di visite, pensate cosa significherebbe per la sanità in termini di qualità delle visite e di risparmio”.

Questi gli argomenti ribaditi da Adriana Galgano (nella foto), deputata di Civici e Innovatori, durante la discussione dell’interrogazione rivolta due settimane fa al ministro della Salute lo scorso (cfr. RIFday del 15 settembre) per sollecitare iniziative volte al rapido aggiornamento da parte dell’Aifa della lista di farmaci di classe C (prevista dal decreto del 18 aprile 2012 che dà attuazione a una previsione del decreto “Salva Italia”, poi convertito nella legge 201 del 2011), in modo da consentire “ai cittadini e all’intero Paese di migliorare la qualità della vita e delle terapie a oggi offerte“.

La risposta, ottenuta in tempi decisamente rapidi, non ha però soddisfatto la deputata di Civici e Innovatori, insoddisfatta soprattutto per il passaggio nel quale il ministero della Salute afferma di non considerare rilevanti le ragioni di natura economica del delisting.

“In realtà nella mission dell’Aifa vi sono anche obiettivi di natura economica” replica la parlamentare in un comunicato stampa diffuso il 28 settembre. Obiettivi, spiega,  “che poi sono alla base della tutela della salute pubblica perché la sanità ha bisogno di risorse e non possiamo certo sprecarle per finanziare farmaci che potrebbero essere acquistati agevolmente dai cittadini, tra l’altro a prezzi ridotti e senza rischi. Risorse che poi potremmo destinare alla ricerca per la cura di patologie gravi”

Galgano evidenzia anche che nella risposta del governo si afferma che la legge non stabilisce tempi certi per il delisting. Ma – osserva la parlamentare – “è un dato di fatto che, a fronte dei rapidissimi progressi compiuti dalla ricerca farmacologica, l’aggiornamento deve essere molto più frequente: si pensi, infatti, che nel solo 2015 sono stati 600 i nuovi farmaci introdotti in Italia. Il delisting consentirebbe, quindi, ai cittadini di beneficiare di cure più efficaci aumentando la qualità della vita”

Considerazioni che, inevitabilmente, portano Galgano a ribadire  il suo invito al Governo  “a riconsiderare la questione e a procedere rapidamente all’aggiornamento”.