Parafarmacie, Fregolent: “Trovare soluzione in questa legislatura”

Roma, 13 settembre – “Dobbiamo trovare una soluzione entro la fine di questa legislatura al nodo delle parafarmacie, anche perché esistono molte realtà che non riescono a reggere e arrivano alla chiusura. Sta diventando una questione sindacale, una vera e propria emergenza”.

Questo l’auspicio che Silvia Fregolent (nella foto),  la deputata Pd prima firmataria dell’emendamento al ddl Lorenzin finalizzato al riassorbimento delle farmacie nel sistema farmaceutico nazionale, esprime in un’intervista pubblicata oggi da farmaciavirtuale.it.

Un auspicio che, a leggere tra le righe, viene poi temperato da considerazioni inevitabilmente più caute e realistiche. E così, accanto alla soddisfazione per l’appoggio alle sue posizioni di molti colleghi del Pd e all’ammissione che i parlamentari continuano a parlare del tema nel tentativo di trovare una convergenza,  Fregolent non può fare a meno di prefigurare l’imminente arrivo in parlamento della sessione di bilancio: “Tra poco arriverà la Legge di stabilità” ricorda infatti la deputata dem, rilanciando la necessità di “trovare una soluzione entro la fine di questa legislatura” ma anche significando implicitamente  che il calendario dei lavori lascerà pochi spazi e margini ad altri temi di discussione.

Al riguardo, Fregolent – sollecitata da una domanda di farmaciavirtuale.it – fa anche riferimento alla sua proposta di affrontare la “anomalia parafarmacie” con uno strumento legislativo – un decreto ad hoc – certamente più adeguato di un emendamento, considerata la complessità della questione. Ma anche qui, la deputata dà un colpo di freno: “Con il ministro Carlo Calenda avevo pensato a un decreto specifico, ma non detto io i tempi del governo” afferma infatti Fregolent, che però mantiene aperta la finestra dell’ottimismo, affermando (chissà se e quanto credendoci) che “nella legge di stabilità ci potrà essere uno spazio anche per questo”.

Alla fine, quel che sembra di capire al di là e oltre le dichiarazioni rese dalla deputata, insomma, è che l’ipotesi di “riassorbimento” delle parafarmacie avanzata da Fregolent e messa nero su bianco con l’emendamento a sua firma al ddl 3868, sia questione che molto difficilmente potrà essere affrontata in questa congiuntura politico-parlamentare, nella coda di una legislatura ormai giunta al suo termine e caratterizzata dalle inevitabili fibrillazioni degli schieramenti politici, che già guardano alle elezioni della prossima primavera.

L’intervista di farmaciavirtuale.it  si sposta quindi sul tema della legge per la concorrenza approvata ad agosto. Un provvedimento sul quale Fregolent esprime un giudizio sostanzialmente positivo, anche se. ammette, “avrebbe potuto essere più coraggioso. Ma doveva essere fatto ed è stato meglio approvarlo piuttosto che non fare nulla. Non viene affrontata tutta la questione delle partecipate, e nemmeno il tema delle professioni. Non è stata realizzata una vera e propria rivoluzione”.

A proposito della  misure adottate nel settore delle farmacie, in particolare il via libera alle società di capitale nella loro proprietà, Fregolent respinge l’accusa che la legge abbia voluto privilegiare le multinazionali. “Non è così, l’ingresso dei capitali serve a rivitalizzare il mercato” afferma la parlamentare. “Abbiamo pensato fosse necessario iniettare liquidità piuttosto che vedere in crisi molte realtà, non solo parafarmacie, ma anche farmacie montane o situate in piccoli borghi”.

Respinto anche il rilievo sulla mancata previsione della presenza obbligatoria del farmacista nella compagine sociale della proprietà delle farmacie, che a giudizio di molti rischia di far prevalere l’aspetto commerciale rispetto a quello professionale. Per Fregolent, invece, viene solo privilegiata “la questione legata ai capitali rispetto al resto. Il ruolo del farmacista rimane cruciale, altrimenti non esisterebbe la farmacia. Abbiamo posto alcuni paletti e preferito favorire l’inserimento di privati nelle farmacie piuttosto che vederle chiudere o vendere”.

Fregolent liquida quindi la lettura per la quale il provvedimento sarebbe pro-concorrenza solo a parole e potrebbe invece creare situazioni di oligopolio, sostenendo che al riguardo sono stati previsti  “limiti e fasce molto stringenti. Chiunque passeggi per le strade può vedere la presenza di intere catene, spesso anche straniere. È una realtà che già esiste, noi l’abbiamo normata”.

Per la deputata Pd, insomma, la prima legge sulla concorrenza ha “sfatato un tabù” ed è in ogni caso un passo avanti, anche se  “forse le aspettative erano troppo elevate e le tematiche da affrontare troppo eterogenee”.

L’ultima battuta riguardo il futuro di farmacie e parafarmacie, che a giudizio di Fregolent dovrebbero collaborare per trovare insieme una soluzione, sia per le farmacie che devono affrontare la concorrenza su alcuni prodotti, sia per le parafarmacie che necessitano di una svolta per reggere il mercato. Farsi la guerra non porta a niente di positivo”.