Francia, da qui al 2025 potrebbero sparire fino a 5000 farmacie

Roma, 9 aprile – Le proiezioni che arrivano dal Cgp, il Conseil gestion pharmacie, associazione francese di commercialisti, fiscalisti e consulenti con poco meno di 3000 farmacie clienti, sono da allarme rosso: presentando lo scorso 6 aprile i dati economici della professione relativi al 2017,  gli esperti della Cgp hanno infatti previsto che migliaia di farmacie (la stima indica una cifra tra 2000 e 5000)  diverse migliaia di farmacie di comunità francesi potrebbero sparire entro il 2025.

Nonostante il nuovo metodo di remunerazione adottato oltralpe per contrastare l’erosione determinata dal calo dei prezzi dei farmaci abbia prodotto un miglioramento nell’economia della farmacia nel corso del 2017, la situazione rimane critica: se vogliono sopravvivere, le  farmacie francesi, in particolare quelle con fatturati inferiori a un milione di euro (che pure hanno aumentato considerevolmente la quota dell’onorario professionale, ormai arrivata a rappresentare l’88,8% del loro fatturato, , secondo i dati Cgp) dovranno affrontare nei prossimi anni cambiamenti radicali.

A sottolinearlo, secondo quando riferisce Le Quotidien du Pharmacien, è stato il presidente di Cgp Olivier Desplats, per il quale – nonostante l’aumento  degli onorari (che, secondo le proiezioni, rappresenteranno in media il 60% della retribuzione totale delle farmacie nel 2020) – gli esercizi più piccoli avranno difficoltà a mantenersi, tanto che  rischiano di scomparirne tre i 2.000 e i 5.000 entro il 2025.

La ragione è semplice: lo sviluppo della mission della farmacia in direzione dei servizi professionali  richiederà investimenti in risorse umane e materiali (in particolare spazi riservati) che sicuramente peseranno sul bilancio delle farmacie più piccole. “Sopravvivranno alla professione che cambia e all’avvento dell’era dei servizi?” si chiede e chiede Desplats.
Sulla base delle statistiche dell’Ordine dei Farmacisti, il Cgp osserva anche che il processo della concentrazione in reti e catene delle  farmacie è già in corso e finirà inevitabilmente per mietere vittime tra gli esercizi più piccoli. In effetti, il 68% delle chiusure di farmacie nel 2016 ha riguardato strutture con meno di un milione di euro di fatturato.

Da qui l’appello che Desplats rivolge ai  rappresentanti della professione: “Le autorità pubbliche sono molto legate alla rete territoriale delle farmacie. Se i farmacisti non assumono iniziative per salvaguardarne l’integrità, lo stato utilizzerà altri mezzi”.