Fondi comuni montani, Sunifar protesta: “Escluse le farmacie”

Roma, 1 settembre – Nel bando per l’assegnazione del Fondo nazionale integrativo per i comuni montani per gli anni 2014-2017, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 5 giugno scorso, non vi è alcun riferimento diretto ed esplicito, ove si eccettui quello della dimensione dell’impresa, ai requisiti specifici delle attività commerciali che possono accedere ai relativi finanziamenti.

Ma nelle risposte ai diversi quesiti pervenuti sul bando e pubblicati sul sito del Dipartimento per gli Affari regionali e le Autonomie, risulta purtroppo chiara ed evidente l’esclusione delle farmacie dal novero dei soggetti che possono aspirare a ottenere i fondi. Esclusione che, comprensibilmente, è stata mal digerita dal Sunifar, il sindacato nazionale delle farmacie rurali. La cui presidente, Silvia Pagliacci  ha subito preso carta e penna per indirizzare una nota allo stesso Dipartimento, protestando contro la decisione.

Pagliacci sottolinea, preliminarmente, che le farmacie «svolgono un ruolo essenziale di primo e spesso unico presidio presente nelle aree montane, dove costituiscono un punto di riferimento fondamentale per la popolazione, in gran parte anziana, che ha grosse difficoltà ad accedere ad altri servizi pubblici o commerciali. In quest’ottica, diverse farmacie operanti in comuni di montagna avevano manifestato la volontà di partecipare al bando, esprimendo il proprio apprezzamento per un’iniziativa volta a favorire la presenza di attività commerciali nelle zone montane».
È per questo che il Sunifar chiede «di voler riconsiderare l’impostazione adottata nelle risposte ai quesiti pervenuti e di dare anche alle farmacie, che tra enormi difficoltà e disagi garantiscono un servizio essenziale, la possibilità di accedere a risorse aggiuntive di fondamentale importanza per garantire la loro sopravvivenza. Proprio in relazione a tale obiettivo, si evidenzia che, tra i servizi aggiuntivi finanziabili le stesse risposte pubblicate online individuano anche “servizi di eventuale consegna dei medicinali a domicilio”, attività che è di specifica competenza delle farmacie ed è rivolta a pazienti, spesso anziani e soli, che vivono nelle aree montante e sono impossibilitati ad uscire dal proprio domicilio o hanno comunque difficoltà a raggiungere la farmacia».

La presidente del sindacato delle farmacie rurali, con l’occasione, ha anche chiesto una proroga della scadenza del bando, il cui termine è fissato il 4 settembre.