Fondi comuni montani, escluse le farmacie, ma il Sunifar non ci sta

Roma, 11 settembre – Le farmacie? Essendo un servizio che gode di una concessione ad hoc, sono dotate di una “propria specificità”, che giustifica l’esclusione dai finanziamenti per le attività commerciali previsti per i Comuni montani.

Questa la risposta negativa che il Dipartimento per gli Affari regionali ha opposto alla richiesta di chiarimenti e di rettifica che il Sunifar, il sindacato nazionale delle farmacie rurali, aveva indirizzato per  “correggere” la mancata inclusione delle farmacie rurali nell’accesso ai finanziamenti previsti dal Fondo nazionale integrativo per i comuni montani per gli anni 2014-2017.

Il Sunifar, preso atto che dalle risposte pubblicate sul sito del Dipartimento ai diversi quesiti pervenuti sul bando per l’assegnazione del Fondo risulta purtroppo chiara ed evidente l’esclusione delle farmacie dal novero dei soggetti che possono aspirare a ottenerli, aveva indirizzato una nota al Dar con la richiesta “riconsiderare l’impostazione adottata (…) e di dare anche alle farmacie, che tra enormi difficoltà e disagi garantiscono un servizio essenziale, la possibilità di accedere a risorse aggiuntive di fondamentale importanza per garantire la loro sopravvivenza”.

Richiesta  alla quale, però, il Dar ha risposto picche, almeno in prima battura, inducendo il Sunifar a indirizzare un’altra lettera al capo del Dipartimento per gli Affari regionali Antonio Naddeo, per  “contestare in maniera ferma tutte le giustificazioni addotte”.

Il sindacato delle farmacie rurali dà conto della vicenda in una circolare diramata venerdì scorso, informando appunto che il Dar “ha riscontrato le nostre osservazioni, negando la partecipazione delle farmacie sulla base di una presunta ‘propria specificità’ rinvenibile nella regolamentazione di concessione ad hoc che non rientrerebbe nelle ‘procedure connesse con il bando stesso’».
La circolare informa quindi dell’invio di una replica immediata, dove viene espresso il più fermo disaccordo alle interpretazioni fornite dal Dipartimento, “in quanto non sembra in nessun modo che la concessione amministrativa (ovvero sanitaria), alla base dell’attività di dispensazione del farmaco qualificante l’esercizio della farmacia aperta al pubblico, possa rappresentare natura escludente rispetto alla partecipazione di un bando di gara pubblico. Certamente una giustificazione siffatta non è mai stata avanzata in passato per escludere tout court le farmacie dalla partecipazione a bandi di gara”.
La nota Sunifar, firmata dalla presidente Silvia Pagliacci (nella foto), evidenzia come “la regolamentazione di concessione cui sono assoggettate le farmacie non incide in alcun modo sulla loro qualificazione come imprese commerciali soggette, tra l’altro, a fallimento in caso di insolvenza. A conforto di ciò si rammenta anche come le farmacie, dal punto di vista della normativa fiscale, producano un reddito d’impresa e, ai fini degli studi di settore, rientrino tra le attività del settore commercio“.

Pagliacci contesta anche l’altra ragione addotta per motivare l’esclusione delle farmacie, ovvero la possibilità per le farmacie rurali di disporre di fondi ad hoc per il sostegno dell’attività (con riferimento al contributo una tantum erogato dall’Enpaf per gli iscritti titolari o soci di farmacie rurali per l’anno 2016).

Ma, precisa la presidente Sunifar nelle sue controdeduzioni al Dar, si tratta di una motivazione errata anche nei suoi presupposti, essendo l’Enpaf un ente di previdenza privatizzato finanziato dai contributi degli iscritti. E i fondi di sostegno ad hoc cui fa riferimento il Dar altro non sono che un intervento a carattere solidaristico e di occasionalità (solo per l’anno 2016) finanziato con i proventi della “Sezione assistenza” del bilancio Enpaf.

“L’ente, essendo privatizzato, non gode di alcun tipo di finanziamento pubblico” chiarisce Pagliacci “e quindi, a nostro avviso, non può essere in alcun modo equiparato a fonti di finanziamento di enti ricadenti nel perimetro dall’Amministrazione pubblica”.

Il 4 settembre, intanto, è scaduto il termine per l’inoltro della domanda di finanziamento da parte delle amministrazioni municipali. Il prossimo step sarà la pubblicazione, da parte del Dipartimento, della lista dei comuni ammessi al Fondo. Nei sei mesi successivi sarà quindi disposta l’assegnazione dei finanziamenti e soltanto allora le amministrazioni comunali potranno indire i propri bandi. Ai quali il Sunifar e le farmacie rurali sperano ancora di poter partecipare.