Fofi, incontro dei delegati regionali sulla Farmacia dei servizi

Roma, 22 ottobre – Farmacia dei Servizi, è ora di passare alla concretezza. E per farlo al meglio è fondamentale capire bene come procedere operativamente. Un contributo in questa direzione si impegna a darlo la Federazione degli Ordini dei Farmacisti, che ha convocato un incontro dei suoi delegati regionali, giovedì 24 ottobre, con l’obiettivo di “ripassare” e approfondire tutte le informazioni necessarie per presentarsi pronti all’appuntamento, dopo che l’approvazione in sede di Stato-Regioni delle Linee di indirizzo per la sperimentazione della Farmacia dei servizi ha di fatto sancito il passaggio alla fase operativa di una previsione normativa ormai decennale ma fin qui rimasta confinata nel limbo dell’indeterminatezza.

Nella nota di convocazione dell’incontro, la Fofi riepiloga i passaggi salienti che farmacie e professione farmaceutica si troveranno ad affrontare, precisando che la sperimentazione nelle nove Regioni coinvolte (Piemonte, Lazio e Puglia per il 2018; Lombardia, Emilia Romagna e Sicilia per il 2019; Veneto, Umbria e Campania per il 2020), “si dovrà concludere entro il 31 dicembre 2021” e prevede un’attività di monitoraggio da parte delle stesse Regioni, che dovrà essere assicurato attraverso la trasmissione semestrale al ministero della Salute di “schede di rilevazione generale insieme ad un report di verifica per ogni sperimentazione indicata”.

La formazione sulle tematiche relative ai servizi, in particolare sui temi dell’aderenza, fragilità dei pazienti cronici, presa in carico degli stessi e  farmacovigilanza, ricorda ancora la Fofi, “è demandata alle Regioni e agli Ordini professionali, secondo le modalità stabilite in ambito regionale”. La federazione sottolinea quindi che l’adesione delle farmacie è su base volontaria, ma numero e tipologie dovranno essere rappresentativi della realtà regionale e della variabilità territoriale. Le Regioni, pertanto,  “nella stesura del Cronoprogramma e nella declinazione delle modalità operative, dovranno allocare le risorse ad esse assegnate, rispettando la libertà di adesione delle singole farmacie e garantendo la rappresentatività delle stesse per tipologia a livello regionale sul territorio”.
Al farmacista di comunità “spetta invece l’arruolamento dei pazienti alla sperimentazione, tramite consenso informato”, secondo le modalità individuate all’interno delle Schede riassuntive dei servizi contenute nelle Linee di indirizzo.
I servizi da erogare sono quelli indicati dal “Gruppo Farmacia dei Servizi” costituito presso il ministero della Salute (al quale hanno preso parte, insieme ai rappresentanti della Fofi e delle Regioni, quelli di Federfarma, Assofarm, Utifar per farmacie e farmacisti, della Fnomceo e della Fimmg per i medici, della Fnopi per gli infermieri e di Cittadinanzattiva per i movimenti civici) sono compresi in tre grandi “famiglie”: la prima è quella dei servizi cognitivi, che comprendono la riconciliazione della terapia farmacologica e il monitoraggio dell’aderenza terapeutica (limitatamente a tre patologie: Bpco, ipertensione e diabete). La  seconda sono i servizi di front office, concentrati sul Fascicolo sanitario elettronico (attivazione, arricchimento e consultazione). L’ultma, infine, è quelloa delle analisi di prima istanza, con in primo piano i servizi di telemedicina (holter pressorio e cardiaco, ecg, autospirometria) e gli screening per il tumore al colon retto.

La sperimentazione ha il compito di garantire lo sviluppo di tutti i servizi previsti e dovrà raccogliere, ricorda la Fofi,  “elementi necessari alla determinazione dei costi dei servizi in farmacia in regime Ssn in vista della stesura della nuova Convenzione tra le farmacie e il Ssn in fase di perfezionamento nell’iter tecnico-politico”.

E a proposito dell’accordo convenzionale con il Ssn, la Fofi ricorda anche  che esso deve  “dare attuazione ai nuovi servizi, tenendo conto di tutte le novità legislative intervenute negli ultimi due decenni, nel perseguimento dell’obiettivo di valorizzare le farmacie. Pertanto, i principi impostati per la determinazione dei costi della sperimentazione potranno fornire un primo modello di remunerazione dei servizi acquisibile in sede di stesura della Convenzione”.