Fofi al Governo: “Va autorizzato il servizio a battenti chiusi”

Roma, 11 marzo – Dopo l’iniziativa dell’Ordine di Roma, che lunedì scorso ha inoltrato un’istanza urgente al prefetto finalizzata a consentire l’espletamento del servizio farmaceutico a battenti chiusi nelle farmacie territoriali, la Fofi ha proiettato la richiesta su scala nazionale.

Con una nota inviata ieri al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, al ministro della Salute Roberto Speranza e al capo della Protezione civile Angelo Borrelli, il presidente della Federazione Andrea Mandelli (nella foto) sottopone alla “urgente valutazione” delle tre autorità la necessità di adottare “un provvedimento specifico volto ad assicurare lo svolgimento a battenti chiusi del servizio farmaceutico da parte delle farmacie aperte al pubblico”.

La richiesta, spiega la nota federale, “rappresenta le numerose e pressanti istanza pervenute alla Federazione degli Ordini dai farmacisti italiani di tutto il territorio nazionale, che lamentano la completa assenza da parte del Governo e delle autorità preposte dell’adozione di misure mirate ad assicurare la protezione sanitaria individuale, a garanzia della continuità del servizio e della tutela della salute dei cittadini”.

“Il contagio di alcuni farmacisti impegnati nel servizio” prosegue la nota “nonchè la mancanza di dispositivi di protezione individuale, che non sono state fornite dai soggetti preposti nè sono reperibii sul mercato, rendono l’adozione di tale provvedimento necessaria e indifferibile”.

La lettera si conclude con la richiesta di un “urgente riscontro, al fine di poter fornire le giuste indicazioni a tutti i farmacisti italiani”.

Nella stessa direzione, sempre ieri, si è autonomamente mosso a livello locale anche l’Ordine dei Farmacisti di Napoli, che – sulla falsariga dell’iniziativa dell’Ordine di Roma di due giorni fa – ha inoltrato un’istanza urgente al prefetto, firmata dal presidente Vincenzo Santagada, volta anch’essa a  consentire l’espletamento del servizio farmaceutico “per tutte le farmacie pubbliche e private operanti nella provincia di Napoli per tutto il periodo emergenziale a battenti chiusi, in attesa della dotazione di idonee misure di protezione individuali per coloro che operano all’interno delle stesse”.

Non sarà inutile ricordare che già tre  Regioni hanno contemplato la possibilità di erogare il servizio a battenti chiusi tra le misure utili a ridurre il rischio di trasmissione del contagio. Si tratta di Lazio (del quale riferiamo qui), Lombardia e Piemonte. Quest’ultimo, con una nota  indirizzata ieri a Federfarma Piemonte, inserisce tra i suggerimenti per erogare il servizio in modo più sicuro anche quello di valutare “come extrema ratio” l’eventuale dispensazione dei farmaci con modalità a battenti chiusi.

Sempre di ieri è la nota della Regione Lombardia diretta ai direttori delle aziende sanitarie, a  Federfarma Lombardia, ad Assofarm Lombardia, a FarmacieUnite e agli Ordini dei farmacisti lombardi dove, premesso che l’assistenza farmaceutica rientra nei servizi essenziali sanitari (Lea), “al fine di garantire la continuità del servizio alla popolazione, le singole farmacie, confermando la presenza di farmacisti per tutto l’orario di apertura, potranno lavorare a battenti aperti (preferibilmente) o a battenti chiusi”.

La Regione precisa che “sarà responsabilità della farmacia aver scelto la modalità di servizio, al fine di garantire una distanza minima (come disposta dalla normativa) di almeno un metro sia tra i pazienti presenti sia tra questi ultimi e i farmacisti al banco sia tra gli operatori al banco. La farmacia quindi comunicherà all’Ats competente per territorio la modalità scelta per svolgere il servizio”.