Fnpi: “Discriminazioni, sono un problema di sostanza, non di forma”

Roma, 22 marzo – “Le ragioni con le quali il presidente di Assofarm Gizzi spiega perché le formulazioni dei bandi di assunzione delle farmacie comunali non vanno intese come discriminazioni a danno dei farmacisti delle parafarmacie, ma solo come una legittima richiesta di requisiti necessari per svolgere le funzioni richieste in farmacia, sono sicuramente fondate dal punto di vista formale, ma estremamente deludenti sotto il profilo sostanziale”.

Davide Gullotta, presidente della Federazione nazionale parafarmacie italiane, replica così, in un colloquio con il nostro giornale, al comunicato con il quale la sigla delle farmacie comunali ha risposto ieri alla denuncia della stessa Fnpi sull’esclusione (ritenuta appunto discriminatoria) dei farmacisti delle parafarmacie dalla possibilità di concorrere ai bandi di assunzione delle farmacie comunali.

“Il problema non risiede solo e tanto nel bando di assunzione delle Farmacie comunali di Brindisi, che abbiamo utilizzato come pretesto e paradigma denunciare una situazione, ma nella realtà di cui esso è inevitabilmente espressione e sulla quale i farmacisti delle parafarmacie continuano a chiedere una seria riflessione da parte di tutta la professione” spiega Gullotta, che vuole riportare la questione in quello che a suo giudizio è il vero ambito di discussione.

“Una realtà che, torno a dirlo, è discriminatoria già nelle sue premesse, perché determina tipologie diverse di farmacisti, consentendo che – a una parte di professionisti che pure hanno la stessa laurea, hanno superato lo stesso esame di stato, sono iscritti allo stesso albo, hanno un unico codice deontologico e sono soggetti agli stessi doveri – non vengano però riconosciuti gli stessi diritti”.

“Il fatto che ci premeva mettere in luce è esattamente questo” continua Gullotta: “L’inaccettabile asimmetria che finisce per produrre sperequazioni in danno sempre e solo di una componente della professione, quella dei farmacisti delle parafarmacie. Come nel caso ricordato dei bandi di assunzione delle farmacie comunali che – pur sulla base di ragioni che, considerate in assoluto, hanno un fondamento logico – comunque si traducono in un’oggettiva penalizzazione che va a danno soltanto di una precisa categoria di colleghi e, soprattutto, finiscono per perpetuare le situazioni e condizioni che quelle discriminazioni producono”.

“Nessuno può negare che i farmacisti che lavorano in parafarmacia subiscano fin dallo loro nascita, voluta da una legge dello Stato, un’oggettiva disparità di trattamento” afferma ancora il presidente di Fnpi “di cui sono un’espressione anche certi bandi di assunzione delle farmacie comunali: conoscendone l’onestà intellettuale, sono convinto che anche il presidente Gizzi non potrà fare a meno di convenirne”.

“La verità è che siamo costretti a subire nostro malgrado, da parte delle istituzioni, un atteggiamento duale, perché con ogni tipo di motivazione ci viene impedito di esercitare pienamente la nostra professione e ricavarne i giusti riconoscimenti” sostiene Gullotta, secondo il quale la frontiera attraverso la quale passa la difesa della figura professionale del farmacista è proprio la tutela di quelli che lavorano in parafarmacia e oggi sono sicuramente la parte più debole ed esposta.

“Ma buona parte della dirigenza professionale, anche ai massimi livelli” annota il presidente di Fnpi “sembra proprio non capire che non tutelare i farmacisti di parafarmacia, abbandonandoli a se stessi, e non sanare e risolvere il sistema di accesso alla professione, vuol dire distruggere la professione di farmacista, il cui ruolo e funzione è stato bersaglio in questi anni di rovinosi attacchi portati da ogni parte”.

“E dispiace molto dover constatare che proprio le farmacie comunali, istituzione importante e da difendere, perché possono essere uno dei baluardi a difesa della professionalità” osserva Gullotta “sono state invece il laboratorio di nuove, inconcepibili discriminazioni nei confronti dei farmacisti – basti ricordare per tutti il bando di assunzione al ribasso del Comune di Camerino – o sono diventate la prima porta di accesso per il capitale privato, con centinaia di farmacie comunali date in gestione per 99 anni a multinazionali estere ancora prima della stessa entrata in vigore della legge sulla concorrenza”.

“Dal presidente Gizzi, anche nella sua qualità di presidente europeo delle farmacie sociali, Fnpi si sarebbe attesa una replica meno giocata sulla forma e più attenta alla sostanza” afferma il presidente di Fnpi, confessando un Gullotta. “Si può continuare a giocare a guardare il dito facendo finta di ignorare che il problema vero è la luna, ma in questo modo non si rende davvero un contributo costruttivo alla soluzione di un problema che esiste e che non vede solo chi non vuole vederlo, a partire dalla Fofi”.

“Nella professione farmaceutica la discriminazione purtroppo è di casa, per ragioni che risiedono in primo luogo nella mancata modifica dell’attuale sistema di accesso alle farmacie” conclude Gullotta “basato sull’ereditarietà di una concessione statale, privilegio antidemocratico ancor più incomprensibile alla luce della recente legge sulla Concorrenza. Che peraltro, pessima ultima,    ha aggiunto un altro criterio non proprio democratico né garantista per accedere alla proprietà delle farmacie: comprarsele senza badare a spese e senza neppure preoccuparsi di essere farmacisti, requisito non più necessario. Mi chiedo, e lo chiedo anche al presidente Gizzi, se e quando la professione – prima di estinguersi – si deciderà ad affrontare nel merito la vera questione, che non è altro che questa”.