Fnomceo: “Più diretta per risparmiare”. Fofi: “Intervento scorretto”

Roma, 10 dicembre – “Per risparmiare sui farmaci non servono misure che limitino l’autonomia prescrittiva del medico, ma basterebbe che la Regione Puglia risolvesse le sue carenze organizzative e attuasse la distribuzione diretta del primo ciclo terapeutico dopo dimissione da ricovero ospedaliero, visita specialistica o ambulatoriale e ai pazienti in assistenza domiciliare, come peraltro previsto dai regolamenti regionali”.

Così Filippo Anelli (nella foto), presidente dell’Ordine dei Medici di Bari e della Fnomceo, era intervenuto nei giorni scorsi a commento di alcune notizie di stampa che prefiguravano possibili misure regionali sulla prescrizione dei farmaci, con un conseguente possibile vulnus  sull’autonomia prescrittiva dei medici, precisando peraltro che, viste le difficoltà organizzative in cui versa la Regione, la diretta potrebbe essere attuata anche attraverso le farmacie convenzionate.

Una posizione, quella di Anelli, subito ripresa e rilanciata dalla federazione dei medici di medicina generale: “La Regione non può portare avanti operazioni che rischiano di alterare il rapporto di fiducia medico-paziente, colpevolizzando i medici rispetto alle scelte terapeutiche”  ha infatti rilanciato Nicola Calabrese, segretario della Fimmg Bari e vicepresidente nazionale. “L’amministrazione regionale  deve provvedere al più presto ad applicare il regolamento 17/2017 sulla distribuzione diretta, il quarto emanato a partire dal 2003″.

In che modo, lo ha suggerito il segretario di Fimmg Puglia, Donato Monopoli, ribadendo l’opzione già anticipata da Anelli: “Se la Regione non è in grado di ottemperare al regolamento attraverso le farmacie ospedaliere, la distribuzione diretta può avvenire attraverso la rete delle farmacie private territoriali”.

Agli interventi dei medici,  e segnatamente a quello di Anelli, ritenuti una sorta di entrata a gamba tesa, ha subito reagito la Fofi: “Riteniamo scorretto, oltre che controproducente, che le diverse professioni della salute affrontino eventuali criticità cercando di scaricare una sull’altra oneri e responsabilità” ha replicato il presidente della federazione professionale dei farmacisti, Andrea Mandelli, ricordando che la Fofi “non è mai intervenuta in materie sindacali e nell’affrontare le questioni che coinvolgono la pluralità dei professionisti della salute ha sempre cercato il dialogo costruttivo tra tutti i soggetti interessati. Mi sembra doveroso che si agisca così anche nei nostri confronti”.
Mandelli è anche entrato nel merito della questione, affermando di ritenere  “poco conseguente invocare il rispetto dell’autonomia del medico e, al contempo, il ricorso alla distribuzione diretta, meccanismo che provoca disagi ai pazienti, ha contribuito negli anni a escludere dall’innovazione farmacologica i professionisti che operano sul territorio, medici di medicina generale e farmacisti di comunità e che, infine, presenta costi ancora non determinabili. Mi auguro che il presidente Anelli riconsideri questa posizione”.

Non meno esplicito Luigi D’Ambrosio Lettieri, presidente dell’Ordine dei Farmacisti di Bari-Bat e vicepresidente nazionale Fofi.   “Nel merito suggerisco al presidente Anelli un approfondimento del tema con riferimento ai dati Osmed, dai quali si ricava in modo ben chiaro che su base annua la spesa farmaceutica convenzionata registra una riduzione di circa 800 milioni, rimanendo ben al di sotto del tetto programmato” afferma D’Ambrosio “mentre la spesa per acquisti di parte pubblica viaggia verso uno splafonamento di circa tre miliardi”.

“In tal senso la Puglia rappresenta una patologia nella patologia” continua il vicepresidente Fofi. “È di tutta evidenza, dunque, che non sono necessarie solo le pur legittime  rivendicazioni sindacali, ma occorre disegnare un nuovo modello di governance finalizzato a garantire ai cittadini un accesso agevole e appropriato alle terapie, un efficace contrasto agli sprechi e un buon governo della spesa. Sarebbe molto meglio” conclude D’Ambrosio “se questo percorso fosse condiviso tra le varie professioni nel rispetto delle differenti competenze e sviluppando feconde sinergie”.