Firmato il Ccnl dirigenza medica, aumenti medi di 190 euro al mese

Roma, 20 dicembre – I sindacati dei medici, veterinari e dirigenti sanitari (ci sono anche i farmacisti) del Servizio sanitario nazionale hanno firmato, senza eccezioni, il Contratto della dirigenza medica e sanitaria 2016-2018. Confermato l’aumento pari a 200 euro lordi al mese, da gennaio 2020, per i 130mila professionisti del Ssn. La firma del contratto, che vale circa 500 milioni di euro, è avvenuta nel pomeriggio di ieri all’Aran (nella foto, il momento della firma di Roberta Di Turi, segretario nazionale di Sinafo Fassid, il sindacato dei farmacisti ospedalieri e dei servizi farmaceutici)

“Un contratto di ripartenza, che finalmente chiude una fase buia lunga 10 anni che ha determinato ripercussioni negative sulle condizioni di lavoro dei medici” ha commentato il segretario dell’Anaao-Assomed Carlo Palermo, sottolineando che ora si potrà “guardare in avanti, al contratto 2019-2021 e auspichiamo di aprire le trattative del triennio in tempi rapidi”.

Questi i punti centrali del contratto, in una sintesi dell’Ansa:

Trattamento economico:  per la parte economica è confermato l’aumento dello stipendio pari a 200 euro lorde al mese.

Investimento sui giovani: per i neo-assunti è prevista una quota iniziale di stipendio di posizione fissa di 1500 euro, inoltre, come tutti gli altri colleghi, godranno dell’incremento annuale del tabellare valutabile in 1950 euro  e potranno accedere all’incremento relativo alla remunerazione delle guardie notturne e festive che potrà arrivare fino di circa 2.000 euro l’anno, incrementabile in base alla trattativa decentrata.

Ripartenza dei percorsi di carriera:  una delle principali novità riguarda la carriera con la possibilità di nuovi ruoli e percorsi sulla base della professionalità e della competenza acquisita, per un totale di 9mila nuove posizioni. È prevista la creazione di un sistema dinamico di carriera che lega i meriti professionali a riconoscimenti economici, finora esclusivi delle carriere gestionali.

Nuove tutele per le donne medico: miglioramenti normativi sono stati messi per le tante donne medico. Il nuovo contratto elimina, infatti, le penalizzazioni per le donne lavoratrici in gravidanza relativamente alla retribuzione di risultato e amplia la possibilità di accedere al lavoro a tempo parziale.

L’infinita trattativa sul contratto, durata 17 mesi seguiti a un blocco di dieci anni, si sbloccò come si ricorderà nel pieno dell’estate scorsa, con la firma  della preintesa contrattuale, al termine di una specie di “corpo a corpo” finale durato 15 giorni e concluso dopo un serratissino confronto di 36 ore in piena notte, il 24 luglio. In quell’occasione la stessa Di Turi, insieme a Giangiuseppe Console, presidente nazionale di Sinafo Fassid,  commentarono in una nota i contenuti del nuovo contratto, che nei mesi successivi ha dovuto superare la trafila degli adempimenti necessari prima della firma finale: passaggio al MEF per l’indispensabile via libera, placet definitivo del Governo (arrivato il 21 novembre), bollinatura della Corte dei Conti e, finalmente, il sigillo di ieri all’Aran.

“I prossimi passaggi ci vedranno impegnati a completare il lavoro a livello della contrattazione integrativa aziendale” ha affermato Palermo, spiegando che proprio in quella sede bisognerà  “recuperare le risorse economiche sottratte nel passato, ed esercitare un ruolo da protagonista e non da spettatore passivo nel determinare molti istituti economici, ma soprattutto nel prossimo rinnovo che è già alle porte, preparando per tempo piattaforme unitarie ed innovative e ripensando a modalità di contrattazione appropriate per professionisti del Ssn, in modo da portarli fuori da vetuste logiche aziendaliste”.

Logiche che, secondo Palermo, sono “care in particolare ad alcune Regioni, nel tentativo illusorio e scellerato di retribuire al massimo ribasso, precarizzandola, una professione a cui privato e Paesi esteri oramai costruiscono ponti d’oro per accaparrarsene le sofisticate conoscenze e capacità tecniche”.

Aumenti medi di 190 euro lordi al mese, doppia carriera (gestionale-professionale), stipendi più alti per i neo assunti, aumenti per le indennità di guardia, nuove tutele per la maternità e armonizzazione dei fondi contrattuali. Queste solo alcune delle principali novità introdotte dal contratto della Dirigenza medica e sanitaria del Ssn (2016-2018) che oggi è stato definitivamente firmato da tutti i sindacati presso l’Aran dopo che in Luglio era stata siglata la preintesa. Un contratto che vale circa 500 mln di euro e riguarda circa 130.000 dirigenti medici, veterinari, sanitari e delle professioni sanitarie.