Figliuolo a Regioni: “Rispettate numero giornaliero di dosi da somministrare”

Rome, Italy 27/12/2020: Covid 19 vaccines campaign. Spallanzani Institute. © Andrea Sabbadini

Roma, 21 aprile – Briglia corta sulle Regioni, con l’indicazione del numero di vaccinazioni che ciascuna di esse dovrà raggiungere ogni giorno per essere in linea con l’obiettivo del mezzo milione di somministrazioni al giorno. È la nuova strategia messa a punto dal commissario straordinario Francesco Paolo Figliuolo (nella foto) per procedere a tamburo battente e senza più ritardi con il piano vaccinale nazionale. I valori-target, che  ogni  Regione sarà tenuta a rispettare, saranno comunicati con cadenza settimanale e arriveranno 10 giorni prima dell’inizio della settimana.  

I valori raccomandati vengono definiti sulla base di una gradualità che permetterà di raggiungere gli obiettivi auspicati, rapportando le capacità di somministrazione alla disponibilità di dosi (il cui invio, come è noto, è sotto il controllo e la gestione della struttura commissariale). In buona sostanza, a ogni Regione viene assegnato il suo “compito a casa” ed è fondamentale che ciascuna svolga il suo, per centrare il traguardo delle 500mila somministrazioni al giorno indicate nel piano vaccinale.

Per la settimana in corso, quella dal 16 al 22 aprile,  questi sono i target giornalieri e settimanali indicati, Regione per Regione. Abruzzo:  7.050 – 49.350; Basilicata: 3.100 – 21.700; Calabria: 9.644  – 67.510; Campania: 29.500 – 206.500; Emilia Romagna; 22.000  – 154.000; Friuli Venezia Giulia: 6.140 – 42.981;  Lazio: 30.000  –  210.000; Liguria: 7.815  – 54.703; Lombardia: 51.000  – 357.000;  Marche: 9.500  – 66.500; Molise: 2.000  – 14.000; Provincia autonoma di Bolzano: 3.000  –  21.000; Provincia autonoma di Trento: 3.100 –  21.700; Piemonte: 24.000  – 168.000; Puglia: 20.777 –  145.440;  Sardegna: 11.000   77.000;  Sicilia: 25.429 – 178.002;  Toscana: 20.000  – 140.000;  Umbria: 4.800 – 33.600; Valle d’Aosta: 620 – 4.342; Veneto: 25.243   176.699. Il totale settimanale nazionale è di 2.210.026 per un totale giornaliero di 315.718.

Ma dal commissario all’emergenza arrivano alle Regioni anche altre indicazioni stringenti, come lo stop alle prenotazioni degli under 60 se prima non si vaccinano le categorie prioritarie, gli anziani e  i più fragili. In una nota inviata alle Regioni, Figliuolo scrive che dai dati in possesso della struttura commissariale “è emerso che le categorie poste in priorità dall’ordinanza n. 6 del 9 aprile (persone fragili ed appartenenti alle classi di età più esposte e vulnerabili qualora infettate dal virus Sars-CoV-2) non risultano ancora coperte da vaccino in proporzione tale da garantire, ad oggi, la loro messa in sicurezza. La Struttura commissariale ha raccomandato alle Regioni e alle Province autonome di attenersi puntualmente al dettato dell’ordinanza n. 6, fino ad assicurare la copertura delle categorie in essa indicate, senza estendere – fino a nuove disposizioni – le prenotazioni a soggetti di età inferiore a 60 anni”.

Un’indicazione che probabilmente costringerà la Regione Lazio, che proprio ieri ha aperto le prenotazioni alle classi di età 59 e 58 anni, a rivedere le sue decisioni e i suoi programmi e che (a giudicare dai tempi: la nota del commissario è arrivata subito dopo l’annuncio in diretta televisiva, a Tagadà di La 7, dell’assessore Alessio D’Amato del via alle prenotazioni per gli under 60 a partire dal 27 aprile) suona anche come una esplicita riaffermazione che, in materia di vaccinazioni, ferma restando l’autonomia sul piano logistico e organizzativo delle Regioni, gli obiettivi strategici e le cose da fare sono stabiliti dal centro e non è ammesso che ciascuno faccia come gli pare.