Federfarma, smentiti contatti con F2i per acquisto farmacie, Mnlf scrive all’Antitrust

Roma, 24 marzo –  Fa ancora molto discutere l’ipotesi anticipata all’inizio di marzo dalla newsletter Pharmacyscanner sul possibile ingresso di Federfarma in un fondo di investimento alternativo finalizzato all’acquisto di farmacie.  La newsletter specializzata sui temi di mercato della filiera, tornando sull’argomento nei giorni scorsi, aveva scritto anche di contatti del sindacato dei titolari con F2i, società di gestione del risparmio (sgr) promotrice dell’operazione, alla quale parteciperebbero investitori come  Enpam e Cassa Depositi e Prestiti.

In una nota pubblicata ieri sul suo sito, Federfarma smentisce di aver avuto contatti con F2i, Enpam e Cdp, asserendo anche che ” l’individuazione di soggetti finanziari, come descritto nell’articolo indicato, è priva di fondamento”.  Il sindacato dei titolari precisa anche che “ogni eventuale determinazione volta ad esaminare progetti di investimento a favore delle farmacie, sarà svolta nel rispetto dei principi statutari e sarà quindi eventualmente portata alla preventiva valutazione degli organi collegiali di Federfarma stessa. In tale contesto l’ipotesi di cui trattasi – volta esclusivamente a valutare l’inoltro di una manifestazione di interesse da parte di Federfarma ad una sgr di cui (per evidenti motivi di riservatezza) la Federazione non ha mai fatto il nome – è stata annunciata in seno al Consiglio nazionale, già convocato per il prossimo 25 marzo per esprimere il proprio orientamento”.
“A tutela del corretto operato della Federazione e al fine di non ledere gli indispensabili parametri di riservatezza” conclude la nota “Federfarma si riserva di adire alle vie legali qualora venissero divulgate ulteriormente notizie prive di fondamento alcuno”.

Sulla questione, va anche segnalata l’iniziativa del Movimento nazionale liberi farmacisti, che ha inviato all’Antitrust una richiesta di valutazione preventiva sul progetto di creazione del fondo di private equity per l’acquisto di farmacie. Nella sua istanza all’Antitrust, Mnlf riporta il progetto nei termini emersi dalle anticipazioni giornalistiche di PharmacyScanner poi smentiti da Federfarma come privi di  fondamento, almeno in relazione ai presunti contatti con F2i e altri potenziali investitori.

Il quesito all’Antitrust, spiega Mnlf, è stato posto “anche rispetto al ruolo di controllo che l’Autorità ricopre rispetto alla legge n. 124 del 4 agosto 2017 che ha sdoganato la proprietà delle farmacie, con riferimento ai limiti di concentrazione a livello regionale” e con l’intento di “porre all’attenzione dei vertici dell’Autorità la congruità dell’operazione rispetto alle leggi in vigore attinenti la tutela della concorrenza”.

Il Mnlf ritiene di dover intervenire sull’argomento “perché i riflessi che si avrebbero sull’intero comparto sarebbero a breve e lungo termine importanti e investirebbero, direttamente e indirettamente, gli interessi di tutti gli attori della filiera, compresi quelli dei farmacisti dipendenti”.