Federfarma Servizi: “Più informazione per contrastare mercato illegale dei farmaci”

Roma, 25 maggio – Una cosa è risultata ancora più chiara di quanto già non fosse, al termine del convegno Contraffazione, un virus da estirpare, promosso da Federfarma Servizi e dalla Società italiana di Urologia e tenutosi ieri a Roma nella sede del Nobile Collegio ai Fori Imperiali: quella contro la contraffazione e il traffico illegale dei farmaci è una guerra che non ammette tregue o esitazioni di alcun tipo.

Allentare l’attenzione e la tensione contro i fenomeni criminali che hanno individuato nel farmaco il terreno per lucrosi (e tutto sommato facili) business, significherebbe infatti esporre la salute dei cittadini dell’intero pianeta  a gravissimi pericoli e danni per la salute potenzialmente devastanti. E questo perché la criminalità – che non dorme mai ed è notoriamente fantasiosa e piena di risorse – ha un’incredibile capacità di reagire a ogni tentativo di contrasto e di trovare nuove strade per i suoi traffici, come dimostra il dato della crescita complessiva del fenomeno dei crimini farmaceutici su scala planetaria: nel corso di una recente operazione di controllo internazionale, Pangea IX, sono state sequestrate a livello mondiale oltre 12 milioni di confezioni di farmaci illegali o contraffatti (80 mila dei quali solo in Italia.

Del resto, come ben sanno le autorità e gli operatori del settore, per un sito che vende farmaci falsi che viene chiuso, l’indomani ne vengono aperti tre nuovi. Il che rende evidente che – oltre ai giri di vite sul terreno del contrasto e della repressione, che comunque stanno dimostrando di cominciare a funzionare – per vincere la guerra servono anche massicci interventi sul versante della domanda, con campagne di informazione e sensibilizzazione dei cittadini sul fatto che comprare i farmaci su siti web non certificati o comunque da soggetti al di fuori dei circuiti garantiti, è un pessimo affare che espone a pericoli potenzialmente esiziali.

Proprio questa, a distillare il senso dei lavori, è stata la conclusione del convegno di ieri, utile a fare il punto su un fenomeno sul quale (come ha ricordato nel suo intervento il vicepresidente della Fofi Luigi D’Ambrosio Lettieri) “i riflettori devono rimanere sempre accesi”.

Un fenomeno dai numeri sempre più imponenti, come attestano gli oltre 20mila siti illegali di e-commerce farmaceutico fatti chiudere nel 2016 e gli oltre 6000 individuati e bloccati in questo primo scorcio di 2017. Ad alimentarlo, come ha ricordato il segretario della Siu Vincenzo Mirone, sono sempre i farmaci contro la disfunzione erettile, che rappresentano il 60-70% dei farmaci falsi venduti sul web. Seguono i prodotti per dimagrire, gli anabolizzanti e anche integratori e vitamine, non meno pericolosi, perché spesso contengono sostanze tossiche. “Nell’8.5% dei farmaci venduti sul web” ha ricordato al riguardo Mirone  “si trovano impurità pericolose, dall’arsenico al veleno per topi, dall’acido borico alle polveri di cemento, mattoni, gesso o talco”. Una lista lunga e variegata di veleni, che la dicono lunga su come vengono fatti e cosa siano questi prodotti, dentro i quali finisce di tutto e di più, compresa – lo ha ricordato  Domenico Di Giorgio, direttore dell’Ufficio qualità prodotti e contrasto al Crimine farmaceutico dell’Aifa, facendo riferimento a indagini di laboratorio cui sono stati sottoposti alcuni farmaci sequestrati – la vernice stradale, forse utilizzata come scaramantico viatico e auspicio  per una lunga e fruttuosa strada al business criminale del counterfeiting farmaceutico.  

In ogni caso, i lavori del convegno hanno anche rassicurato sulla compattezza con la quale le istituzioni e la filiera ufficiale del farmaco affrontano il fenomeno e si adoperano per contrastarlo. A sottolineare l’impegno della rete delle farmacie e della filiera certificata, sostanzialmente impermeabile ai prodotti illegali in ragione di una fitta rete di controlli resa possibile dalla tracciabilità dei farmaci, sono stati molti dei relatori, dal presidente di Federfarma Servizi Antonello Mirone a quelli di Fofi e Federfarma, Andrea Mandelli e Annarosa Racca, fino al segretario generale di Assofarm  Francesco Schito, che ha voluto lanciare un warning sull’export parallelo dei farmaci, che coinvolge ovviamente soggetti della filiera: “Anche se permessa, dovremmo avviare una riflessione su questa pratica, anche dal punto di vista etico” ha detto Schito “perché esiste il rischio non solo teorico che possa essere un canale per i prodotti contraffatti o illegali”.

Valutazioni unanimi anche sulla necessità di combattere i traffici illegali di farmaci intervenedo sul terreno della informazione e della sensibilizzazione dei cittadini. E, a questo proposito, Federfarma Servizi ha avviato un proprio progetto, ClickFakeShare, in collaborazione con Aifa, nell’ambito  del programma europeo FakeShare. Si tratta di brevi clip nelle quali proprio Di Giorgio (uno dei massimi esperti internazionali in materia) “somministra”  pillole di informazione, brevi ma chiare ed esaurienti,  sui perché e i per come acquistare farmaci attraverso canali non ufficiali sia sempre una pessima idea.

“Vogliamo portare il nostro contributo per far crescere il senso critico dei cittadini sui rischi legati all’acquisto di farmaci su siti illegali” ha spiegato in chiusura Antonello Mirone “in modo da far capire a tutti che il canale farmacia è l’unico a dare le garanzie e la sicurezza indispensabili quando in gioco ci sono prodotti che, come i farmaci, sono destinati a ripristinare e/o mantenere la salute”.