Federfarma Roma: “Case history remunerazione, sbagliati i calcoli Sediva”

Roma, 24 ottobre – Guadagno o perdo con la nuova remunerazione?  Questo l’interrogativo rivolto da un titolare di farmacia alla Sediva, che due giorni fa ha trovato risposta sulla newsletter  del noto studio di consulenza romano (il nostro giornale ne ha riferito qui). Risposta che, però, non ha convinto tutti, come attestato dalle reazioni pervenute anche al nostro giornale, al quale alcuni lettori hanno voluto segnalare dubbi e perplessità sugli esiti dei calcoli effettuati dall’esperto di Sediva, Roberto Santori, nel corso della sua valutazione della Dcr trasmessagli dal cliente per verificare, appunto, se il nuovo schema di compensi predisposto da Federfarma sia davvero migliorativo rispetto alla remunuerazione attuale.

I conti di Sediva, in effetti, non hanno per nulla convinto anche Federfarma Roma, che con il suo presidente Vittorio Contarina (nella foto), ha indirizzato una lunga e articolata lettera, con preghiera di pubblicazione sulla newsletter Piazza Pitagora edita dallo studio professionale. La nota del sindcato dei titolari romani  che “smonta” i calcoli di Santori, ritenuti non corretti a causa di una “svista” che,  scrive Contarina  “ha mandato nel panico mezza categoria”, ovvero i  lettori di Piazza Pitagora e i farmacisti, soprattutto romani,  che si avvalgono della consulenza di Sediva. Da qui la necessità, per  il presidente di Federfarma Roma, di una doverosa rassicurazione.

Dai calcoli sviluppati nella lettera di Contarina, in effetti,  scaturiscono esiti molto diversi da quelli registrati da Santori: se per l’esperto Sediva il nuovo sistema di remunerazione comporterebbe un vantaggio o un danno in relazione alla capacità contrattuale di acquisto dei farmaci da parte delle farmacia, per il presidente di Federfarma Roma dalla nuova retribuzione scaturiranno risultati positivi  sia per le farmacie che acquistano “bene” sia per quelle che acquistano “meno bene”.
Individuato il bug dei calcoli dell’esperto Sediva (che avrebbe dimenticato di considerare il “premio” derivante dalle condizioni di  maggior favore  – 32% contro il 30,35% di legge – ottenute dal farmacista autore del quesito nella contrattazione con il distributore), Contarina evidenzia attraverso una serie di passaggi riportati con chiarezza nella sua lettera, alla quale ovviamente rimandiamo, come “l’aumento che deriverebbe dalla nuova remunerazione è lo stesso, qualunque sia il margine di sconto che si contratta col grossista”. Il  maggior guadagno  ottenuto con la nuova remunerazione applicata alla case history pubblicata da Sediva è infatti “identico in termini assoluti (449 euro)” sia nel caso di acquisto con sconto al 32% che in caso di sconto al 30,35%.

Contarina rileva anche altre due  imprecisioni nei calcoli Sediva, che “una volta corrette, portano a una differenza di margine ancora più evidente tra vecchia e nuova remunerazione, a vantaggio chiaramente di quest’ultima”. La prima è relativa al calcolo dell’importo netto della Dcr attuale,  definito senza che sia stata dedotta l’Iva. “Questo ovviamente comporta un margine attuale per la farmacia inferiore rispetto a quanto da te calcolato” spiega Contarina. L’altra imprecisione è che “nel calcolare il 7% della nuova remunerazione (la quota marginale prevista dalla proposta Federfarma, NdR) è stato effettuato un calcolo inesatto, in quanto il 7% va calcolato sul prezzo al pubblico netto Iva che, nell’esempio preso in considerazione è 35.358 euro, mentre la somma dei prezzi al pubblico corrispondenti alle 3 fasce di remunerazione, nella tabella da te elaborata, è 26.460 euro. Il che” osserva il presidente di Federfarma Roma  “comporta un guadagno maggiore sulla quota percentuale a beneficio della farmacia e quindi un margine complessivo ancora più elevato”.

Contarina archivia le imprecisioni nel novero delle “sviste”, ma – dal momento che portano a “conclusioni del tutto fuorvianti per la categoria e per i tuoi clienti” –  chiede in conclusione una sollecita rettifica, anche per  dare modo alla stampa di categoria (alcuni giornali, secondo Contarina, avrebbero  “tratto conclusioni poco lusinghiere su una proposta di remunerazione che invece risolleverebbe le Dcr delle farmacie italiane riportandole a valori indiscutibilmente più dignitosi e più valorizzanti del nostro atto professionale”) di farsi un’opinione corretta, “col fine ultimo di non generare involontari ma pericolosi allarmismi che fanno male a tutti”.