Federfarma Campania vs Federfarma Napoli, è scontro sul presidente dell’Unione regionale Stabile

Roma, 23 maggio – Per capire la singolare situazione che si è venuta a creare in Campania alla vigilia e nel contesto delle ormai imminenti elezioni per il rinnovo dei vertici di Federfarma, serve davvero un breve riassunto delle puntate precedenti, a partire dall’elezione con voto unanime di Nicola Stabile, il 26 gennaio scorso, alla presidenza del sindacato regionale, dopo la “crisi di governo” che aveva portato il 2 gennaio alle dimissioni del past president Michele Di Iorio. Dimissioni che peraltro l’interessato aveva pubblicamente negato, derubricandole a semplice rinuncia a ripresentare la candidatura alla scadenza del mandato.

La seconda puntata, molto più recente, è la lettera aperta che qualche giorno fa Stabile ha indirizzato a Marco Cossolo e Silvia Pagliacci, leader del rassemblement Farmacia Futura, per esprimere la sua adesione e il suo sostegno al gruppo che si propone di avvicendare gli attuali vertici Federfarma.

Una sortita dal significato inequivocabile, anche in ragione del supporto di note analoghe diramate dalle associazioni di Benevento e di Caserta, ovvero quello di una netta presa di posizione della maggioranza dei “grandi elettori” campani a favore di un ricambio ai vertici del sindacato nazionale.

Una scelta evidentemente indigeribile per chi, come Di Iorio (presidente di Federfarma Napoli), ai vertici del sindacato nazionale occupa attualmente una poltrona in consiglio di presidenza, oltre a presiedere la Credifarma, la finanziaria di categoria. Così indigeribile da indurlo – e siamo alla terza puntata – a un’immediata contromossa: una delibera a tamburo battente dell’associazione dei titolari da lui presieduta, datata 17 maggio, per revocare la delega conferita a Stabile come rappresentante del sindacato provinciale nell’assemblea regionale, insieme ad altri sette colleghi della stessa provincia.

Un preciso atto di sfiducia nei confronti di Stabile, insomma, per “costringerlo” a lasciare la presidenza del sindacato.

Al netto di ogni possibile valutazione sul tipo di considerazione che Di Iorio dimostra di avere del concetto di delega e di delegato (evidentemente ritenuto, contro le previsioni statutarie, un semplice yes man privo di indipendenza di giudizio e di azione) e dei meccanismi che regolano la vita interna degli organismi sindacali (dove, secondo Di Iorio, la decisione unilaterale di una sola associazione provinciale sarebbe sufficiente a invalidare l’elezione del presidente da parte dell’Assemblea regionale), la delibera ad personam di Federfarma Napoli ha finito per apparire nient’altro che una misura ritorsiva contro il pubblico endorsement di Stabile allo schieramento avverso a  quello di Di Iorio alle prossime elezioni nazionali.

Immediata, ovviamente, la controreazione di Federfarma Campania. Il cui Comitato esecutivo – e siamo alla quarta e almeno per ora ultima puntata – si è riunito il 20 maggio, decidendo in buona sostanza di appallottolare e gettare nel cestino della carta straccia la delibera anti-Stabile di Federfarma Napoli.

“Il Comitato esecutivo di Federfarma Campaniaritiene priva di qualsiasi effetto giuridico la delibera della Federfarma Napoli del 17 maggio 2017 e conferma di riconoscere e riconoscersi nella regolare presidenza del dott. Nicola Stabile, che si ritiene pienamente valida, vigente e rappresentativa dei rapporti di consenso espressi dall’Assemblea dell’Unione regionale Campana, con gli effetti conseguenti del proprio statuto e di quello nazionale di categoria” si legge infatti in un comunicato
subito diramato dal sindacato regionale per rendere note le decisioni assunte il 20 maggio, definite “un segnale di forte compattezza sulla figura del presidente Stabile, espressione della volontà delle Federfarma provinciali nel portare avanti il rinnovato programma unitario concordato e condiviso da tutte le associazioni provinciali appartenenti all’Unione Regionale non più tardi di poche settimane orsono, dopo che il dr. Di Iorio, in maniera surrettizia e antidemocratica ha provato a delegittimarlo, per interessi prettamente elettoralistici, senza alcun riferimento all’operato sindacale regionale, revocandogli autonomamente la delega di rappresentanza in seno all’assemblea regionale”.
Una revoca che secondo il sindacato regionale è del tutto priva di efficacia giuridica: il presidente di Napoli, infatti, non avrebbe tenuto nel debito conto che “che lo statuto regionale, a suo tempo firmato anche dallo stesso Di Iorio, interpreta, come è giusto che sia, il presidente della Assemblea come super partes senza alcun obbligo di vincolo con la federazione di appartenenza. In piena sintonia con quanto deciso, anche il collega dott. Mirone, inizialmente indicato dallo stesso dott. Di Iorio quale sostituto del dott. Stabile, ha inteso rifiutare tale nomina”.
Il fermo e convinto sostegno a Stabile e, per contro, la inappellabile censura contro l’iniziativa di Di Iorio sono ribadite nella conclusione del comunicato, dove, riferendosi alla delibera del 20 maggio, si sostiene  che “l’Unione regionale dei titolari della Campania ribadisce con forza, al di là dei singoli convincimenti personali, che persegue e realizza, oggi e domani, lo svolgimento della propria politica sindacale esclusivamente basandosi sul confronto, magari anche sullo scontro, ma sempre in una ottica di collaborazione, comunione di intenti, e reciproco rispetto, con un unico obbiettivo che è lavorare nell’interesse della farmacia campana e nazionale, e non cercare di sopprimere, con iniziative discutibili e prevaricatorie, le diverse opinioni esistenti in seno all’organismo regionale”.