Fda: Google e Amazon rifiutano informazioni sui siti illegali di farmaci

Roma, 29 novembre – La testata Sanità informazione ha opportunamente  rilanciato ieri un’intervista rilasciata da Daniel Burke, direttore del programma CyberPharm  della Food and Drug Administration (Fda), a margine della sessione che il G7 Salute, tenutosi a Milano tre settimane fa, ha dedicato al fenomeno del counterfeiting farmaceutico.

Burke ha posto l’accento, in particolare, sui principali ostacoli che l’agenzia regolatoria federale americana (ma il problema si pone per tutte le altre istituzioni, negli Usa e anche altrove) incontra nei sui tentativi di indagare sull’e-commerce farmaceutico per contrastarne le diffuse illegalità: “Le grandi aziende come Google, Microsoft o Amazon sono contrarie a qualunque interferenza governativa. Rifiutano quindi di dare alla Fda informazioni sui domini che vendono farmaci illegali, che ci permetterebbero di ricondurli a persone o organizzazioni. Ci hanno addirittura portato in tribunale e sono questioni che dovrà affrontare la Corte Suprema degli Stati Uniti”.

La reticenza delle grandi multinazionali non è però l’unico ostacolo che ha reso più complesso questo genere di indagini. Anche l’introduzione di metodi di pagamento difficilmente rintracciabili come bitcoin e simili complica la vita degli investigatori. “Parte del lavoro della Fda consiste in vere e proprie indagini penali volte a scovare i medicinali illeciti e a contrastare la diffusione di farmaci contraffatti”  ha spiegato Burke ai microfoni di Sanità informazione. “E per farlo, utilizziamo per lo più tecnologia open source, quindi sfruttiamo le informazioni che sono già su internet per rimettere a posto tutti i pezzi del puzzle delle indagini”.

Se in Italia negli ultimi quattro anni, l’attività di Nas, Aifa e altre istituzioni ha portato alla chiusura di più di 500 siti web che operano illegalmente nel traffico di medicinali, negli Stati Uniti le cifre che riguardano questi crimini sono decisamente superiori: “Noi come Fda teniamo costantemente sotto controllo tra i 50 e i 60mila siti web, domini registrati che vendono illegalmente farmaci negli Stati Uniti” ha spiegato Burke.

Il fenomeno  preoccupa non solo per i suoi risvolti penali, ma per gli effetti drammatici di cui può essere causa. I pericoli per la salute legati all’assunzione di farmaci e sostanze non controllati sono infatti innumerevoli. “I rischi maggiori sicuramente derivano dalla vendita di sostanze come gli oppioidi: solo negli Stati Uniti”  ha ricordato Burke “ogni giorno muoiono più di cento persone a causa di dipendenze di questo tipo. Uno dei problemi più gravi legati alla diffusione di medicinali contraffatti e illeciti, che ci spinge ogni giorno a lavorare di più e meglio per porre fine a quella che sta per diventare una vera e propria piaga dei nostri giorni”.