Farmindustria: “Iniquo il sistema dei budget, usciamone subito”

Roma, 15 settembre – Farmindustria rompe gli indugi e, di fronte al faticoso e lento procedere del tavolo istituito dal ministero della sviluppo economico per ridisegnare la governance del settore del farmaco, esce allo scoperto e suona la sveglia, puntando a un’accelerazione del percorso, confidando che possa essere favorita dall’ormai imminente inizio del confronto sulla legge di bilancio del prossimo anno.

“Noi crediamo che la nuova governance per il settore farmaceutico sia necessaria” interviene su Sanità24 il presidente Massimo Scaccabarozzi (nella foto) “perché quella attuale non regge più, tra sforamenti faraonici e tetti della spesa ospedaliera non congrui rispetto alle esigenze reali. Meccanismi che hanno di fatto introdotto nuovi oneri, ormai insostenibili per le imprese. Di questo oggi sono tutti consapevoli”.

Quella del presidente di Farmindustria è una precisa sollecitazione ad accelerare il confronto in corso con il Governo e le Regioni, impaludatosi nelle difficoltà a sciogliere il nodo da 1,5 miliardi del pay-back per il triennio 2013-2015, contestato a colpi di carta bollata da molte aziende farmaceutiche e della distribuzione, con diversi ricorsi al Tar, in non pochi casi accolti, che hanno ulteriormente ingarbugliato la situazione.

Di fatto, le aziende non hanno ancora corrisposto 600 milioni del miliardo e mezzo dovuto, secondo i calcoli del controverso strumento di governo della spesa. Cifre importanti, sulle quali è in atto uno scontro molto “concreto” e di non semplice composizione.

Ma Scaccabarozzi esprime fiducia e riferisce al giornale di Confindustria che la  soluzione finale sulla definizione degli importi dovuti dalle aziende per gli anni 2013, 2014 e 2015 potrebbe essere vicina. “Ci sono stati degli errori di calcolo ma l’Aifa ha fatto un grandissimo lavoro, con un impegno praticamente a tempo pieno per risalire ai numeri reali della spesa e sanare le incongruenze” riconosce il presidente delle aziende del farmaco.“Siamo vicini a una svolta. Ora bisogna fare in fretta. È importante chiudere il pessimo capitolo del pregresso e ripartire con nuove basi almeno dal 2018. E va nella giusta direzione anche la nuova disposizione introdotta con la cosiddetta manovrina, che per il 2016 e il 2017, prevede che l’Aifa possa avvalersi dei dati riportati nelle fatture elettroniche”.

Superato lo scoglio pay back degli anni pregressi (e, sull’abbrivio, trovata anche la soluzione a quello relativo al 2016 e 2017) il confronto Governo-Regioni-industria sulla governance farmaceutica potrebbe trovare un positivo rilancio in occasione della prossima legge di bilancio, con l’inserimento di qualche novità.

La misura più realistica che ci aspettiamo – dichiara al riguardo Scaccabarozzi a Sanità24  – visti i notevoli sforzi messi in campo sui fondi per i farmaci innovativi è che eventuali risorse non spese siano reimpiegate nella farmaceutica, senza dirottarle verso altri capitoli. Sarebbe già un buon risultato. E poi bisogna per forza di cose semplificare il sistema, perché quello dei budget è ormai iniquo nei confronti delle aziende. Il pay -back dovrebbe essere una misura straordinaria di controllo della spesa farmaceutica e non strutturale”.