Farmacisti vaccinatori, Conasfa: “Si inseguono i medici, ma il Ccnl?”

Roma, 9 settembre – “Non abbiamo bisogno che ci vengano accollate altre responsabilità che quantomeno dovrebbero avere un riconoscimento anche economico oltre che garanzie per il rischio biologico soprattutto tenendo conto che vergognosamente il contratto nazionale dei dipendenti di farmacia privata è ormai scaduto da sette anni”.

È la conclusione e al tempo stesso il succo del comunicato stampa diramato oggi da Conasfa, la federazione nazionale dei farmacisti non titolari, di fronte alla “volontà di alcuni organi rappresentativi dei farmacisti italiani di individuare nella farmacia e nei suoi farmacisti i possibili collaboratori esterni per la vaccinazione antinfluenzale della prossima stagione invernale”, iniziativa di fronte alla quale la sigla presieduta da Silvera Ballerini manifesta “stupore”.

“È evidente che, anche nell’ambito di un’emergenza sanitaria mondiale i farmacisti siano stati in prima linea e sul territorio a servizio della popolazione, pagando talvolta in prima persona con la propria vita e quella dei propri cari” scrive Conasfa. “Nessuno dei collaboratori si è tirato indietro di fronte alle proprie responsabilità ma ci pare quantomai inopportuno pensare che gli stessi possano operare un atto professionale, quale quello della vaccinazione, che non compete alla loro formazione e al loro ruolo. Per quanto si possano e a nostro avviso si debbano considerare operatori sanitari a tutti gli effetti, non riteniamo che si debbano sostituire ai medici”.

“Per troppo tempo i farmacisti hanno tentato di rincorrere ruoli professionali che spettano ad altri operatori sanitari. È giunto il momento di definire una volta per tutte il ruolo del farmacista come di quel sanitario che si occupa del farmaco, della sua conoscenza e della sua dispensazione alla popolazione insieme alla vigilanza sull’uso consapevole e responsabile dello stesso” chiosa la sigla dei non titolari, prima di concludere ricordando anche che in ogni caso, prima di ineguire altre attribuzioni e responsabilità professionali che inevitabilmente peserebbero anche se non soprattutto sui collaboratori, c’è un contratto scaduto da sette da rinnovare,