Farmacieunite: Tavolo Sifo, onere diretta sui cittadini va quantificato

Roma, 18 gennaio – Con una circolare diramata ieri, Farmacieunite ha dato conto ai suoi associati degli esiti dell’incontro, promosso dalla Sifo, del tavolo di lavoro della filiera sul tema della riorganizzazione della distribuzione diretta, Dpc e convenzionata, del quale il nostro giornale ha riferito ieri. All’ordine del giorno della seduta, il documento – frutto di uno studio condotto dalla stessa Sifo – che tenta di definire una metodologia di valenza generale utile a riorganizzare nel modo più appropriato la distribuzione dei farmaci in ambito Ssn.

Nella sua nota informativa agli associati, il sindacato presieduto da Franco Gariboldi Muschietti (rappresentato nell’occasione da una delegazione composta da Alessandra Forgiarini, Roberto Fresco e Giuseppe Impellizzeri) non esita ad affermare che la metodologia presentata da Sifo e utilizzata per confrontare i costi della Dpc e della diretta e il loro impatto sui servizi sanitari regionali “ha suscitato più di qualche perplessità tra i convocati al Tavolo”, al punto che il documento della Sifo “non è stato oggetto di approfondite analisi numeriche quanto piuttosto attenzionato rispetto all’unica importante carenza sottolineata sinergicamente da tutte le sigle presenti: l’eventuale onere a carico del cittadino(in neretto nel testo, NdR).

Trova dunque conferma quanto riferito ieri da RIFday, che al riguardo aveva anche dato conto della netta presa di posizione del rappresentante di Cittadinanzattiva Tonino Aceti, partecipante ai lavori, intervenuto per evidenziare come la misurazione del costo di accesso al farmaco e dei disagi dei cittadini che possono raggiungere con difficoltà presidi pubblici come Asl e ospedali, spesso molto lontani, debba essere considerato un elemento imprescindibile per definire un modello corretto, equo ed efficace di distribuzione pubblica del farmaco.

La circolare di Farmaciunite ricorda quindi che le sigle di categoria presenti all’incontro del 16 ottobre (Federfarma, Assofarm, Farmacieunite, Adf, Federfarma Servizi e la stessa Sifo) “si sono offerte di elaborare un ulteriore documento che quantifichi l’onere a carico del cittadino, dandosi come timeline la fine di febbraio del mese di febbraio. Successivamente sarà convocato un secondo incontro”.

Il percorso verso la definizione di una posizione condivisa in materia di riorganizzazione dei “pesi” delle diverse modalità di distribuzione, insomma, si allunga e (questa la sensazione emersa dopo l’incontro di lunedì) si annuncia decisamente più accidentato e problematico di quanto i promotori del tavolo di lavoro della filiera sperassero.

Nella migliore delle ipotesi, se ne tornerà a parlare non prima del prossimo marzo, mese in cui peraltro  le elezioni politiche (e tutto ciò che ne conseguirà) monopolizzeranno attenzioni ed energie. Circostanza che, realisticamente, potrebbe spostare ancora più in là il prossimo incontro del tavolo di lavoro, al quale era affidata la speranza di “quagliare” e sottoscrivere una proposta comune della filiera di appropriata regolazione delle modalità di distribuzione dei farmaci.  L’auspicio rimane in piedi, anche perché – come scrive Farmacieunite a conclusione della sua circolare – un eventuale documento unitario sottoscritto dalla categoria “probabilmente rappresenterà le fondamenta sulle quali sarà ridiscussa la Convenzione”. Ma, visti gli esiti del tutto interlocutori prodotti dal lavoro condotto dall’istituzione, quasi un anno fa, del tavolo di lavoro della filiera fino a oggi, sarà meglio non coltivare troppe illusioni al riguardo.