Farmacie rurali, passa l’adeguamento delle soglie di fatturato

Roma, 16 novembre – Per le farmacie rurali buone notizie in arrivo da Palazzo Madama, dove ieri è arrivato in Aula il decreto fiscale, con diverse misure che riguardano la sanità.

Quella di più diretto interesse (e più attesa) per il settore delle farmacie è contenuta in un emendamento a prima firma dei senatori  Andrea Mandelli (FI) e Luigi D’Ambrosio Lettieri (Dit), poi sottoscritto “trasversalmente” da diversi altri senatori, volto ad  adeguare le soglie di fatturato sotto le quali scattano le agevolazioni sullo sconto dovuto al Ssn, ferme ai valori fissati nel 1996. La proposta correttiva  ha infatti ottenuto il parere favorevole della Commissione Bilancio e sbarca dunque nel testo arrivato in Aula.

L’emendamento prevede che per le farmacie rurali i benefici saranno riconosciuti in caso di fatturati non superiori a 450.000 euro (in luogo dei 387.342,67 euro attuali, corrispondenti ai 750 milioni di lire della soglia stabilita nel 1996), mentre per le altre farmacie (urbane e rurali non sussidiate) la riduzione dello sconto scatterà in caso di fatturato annuo Ssn inferiore ai 300.000 euro (in luogo dei 258.228,45 attuali, corrispondenti ai 500 milioni di vecchie lire fissati nel ’96).

La strada per l’approvazione dell’adeguamento delle soglie di fatturato delle farmacie rurali e di quelle a basso giro Ssn è ancora lunga (dopo l’esame dell’Aula di Palazzo Madama il decreto fiscale dovrà infatti andare alla Camera), ma sicuramente il sì incassato dalla V Commissione del Senato è un viatico promettente, anche se la presidente del Sunifar Silvia Pagliacci (nella foto), memore di alcune brucianti disillusioni del passato, preferisce mantenere un profilo basso: “Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco, diceva un vecchio CT della nazionale che probabilmente in questi giorni abbiamo rimpianto un po’ tutti, dopo la mancata qualificazione ai mondiali in Russia” esordisce  tra l’ironico e lo scaramantico la presidente del sindacato delle farmacie rurali. “Preferisco rinviare ogni commento a luogo e tempo debito, quando il decreto fiscale avrà terminato il suo iter parlamentare, anche per evitare di aggiungere un’ulteriore dolorosa delusione a quelle che le farmacie rurali hanno dovuto ingoiare in passato. L’unica cosa che posso e voglio dire è che, anche alla luce del consenso trasversale ottenuto dalla misura proposta da Mandelli e D’Ambrosio Lettieri, sostenuta da senatori di tutti i gruppi parlamentari, sono fiduciosa nel suo buon esito, che peraltro non rappresenterebbe altro che un primo, dovuto riconoscimento al ruolo insostituibile di presidi sanitari e sociali ‘di frontiera’ che le farmacie rurali svolgono sul territorio, in località e angoli del Paese dove sono spesso l’unico servizio pubblico ancora a disposizione di comunità altrimenti abbandonate a se stesse”.

Sulla stessa falsariga il commento, ovviamente soddisfatto. del vicepresidente della Fofi D’Ambrosio Lettieri, cofirmatario dell’emendamento, la cui approvazione rappresenta a suo giudizio  “un riconoscimento doveroso nei confronti dei presidi rurali che rappresentano al meglio la valenza sanitaria e sociale della farmacia. Spesso la farmacia rurale è l’unica realtà sanitaria,  presidiata da un professionista dotato di un’antica e apprezzata vocazione al servizio, sempre accessibile e pronto a una risposta appropriata ai bisogni della collettività”.
Mandelli ricorda invece che l’obiettivo era nel mirino da tempo, tanto da essere stato oggetto l’anno scorso anche di un ordine del giorno (approvato) che impegnava il Governo a intervenire appunto per adeguare le soglie di fatturato delle farmacie rurali ai fini delle agevolazioni sullo sconto Ssn.

In una fase in cui la sanità vede ridursi anno dopo anno i finanziamenti, sostenere chi si fa carico delle situazioni critiche sul territorio, come i farmacisti che esercitano nelle aree rurali, è fondamentale per la tenuta del sistema” ha affermato il presidente della Fofi, definendo il via libera della V Commissione del Senato  (di cui è vicepresidente) “un atto importante e un’iniezione di fiducia”.

Per il resto, va registrato anche il via libera ad alcuni emendamenti sulla cannabis terapeutica: insieme alla previsione di assicurare continuità alla produzione e trasformazione di cannabis ad uso medico da parte dello Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze, con un apposito finanziamento a carico del bilancio del ministero della Salute di 2,3 milioni di euro, c’è quella – introdotta da due emendamenti Pd-Mdp – che autorizza il ministero della Salute ad estendere ad altri enti e imprese la possibilità di trasformazione e coltivazione di ulteriori quote di cannabis ad uso medico, secondo le procedure già previste dallo stabilimento militare di Firenze, fatto salvo l’obbligo di operare secondo le Good agricoltural and connecting practices (Gatp).

L’obiettivo – come chiarito dalla stessa ministra della Salute Beatrice Lorenzin, è quello di coprire l’intero fabbisogno nazionale, pari a circa 350 kg., “senza più ricorrere all’importazione da altri Paesi Ue”
Ancora, merita di essere segnalato anche il via libera a un altro emendamento presentato da Mandelli e finalizzato a riconoscere un contributo pari a un milione di euro per l’anno 2017 alla Regione Lombardia per la realizzazione delle attività di progettazione degli interventi connessi al trasferimento dell’Ema a Milano.