Poche le acquisizioni di farmacie, andamento lento per le catene

Roma, 20 aprile –  Una decina di farmacie già acquisite: tre in Toscana, altre due o tre a Roma, almeno una delle quali ubicata in una zona di estremo pregio e con un giro d’affari di fascia alta, due a Milano, una delle quali in piazza Duomo. Questo, secondo quanto riportato ieri da un articolo della  newsletter settimanale PharmacyScanner, il “bottino” già nel carniere di  Walgreens Boots Alliance, il gigante della distribuzione farmaceutica mondiale guidato dagli italiani Stefano Pessina e Ornella Barra.

Ma, secondo quanto scrive lo stesso giornale, si tratterebbe di una contabilità “che rischia di essere nettamente sottostimata, dato che tutte le trattative si svolgono sotto uno spesso telo di riservatezza”. Nessuna certezza nemmeno sui valori di acquisto che, nominalmente, oscillano tra lo 0,8 e l’1,2 del fatturato annuo, al quale secondo gli addetti ai lavori rimangono agganciati, anche se  “in realtà i valori reali oscillano in base allo stato di salute della farmacia e ai suoi fondamentali”.

Ma WBA non è l’unico a esplorare le possibilità di acquisto di farmacie. Molto attiva, secondo Pharmacy Scanner,  sarebbe anche Dr.Max, la catena dell’Est europeo controllata dal fondo d’investimenti Penta. Quattro, almeno a quanto risulta al webmagazine pratecipata da Iqvia, , le farmacie già acquisite formalmente, alle quali dovrebbero aggiungersene a breve altre due o tre delle quali sarebbero già stati firmati i pre-contratti di vendita.

Si muove anche Lloyds Farmacie, la catena che attraverso Admenta fa capo al gruppo McKesson-Celesio: “I suoi numeri restano al momento avvolti nel mistero” scrive Pharmacy Scanner “ma ha partecipato attivamente ad alcune aste fallimentari (anche se in quelle dove si è notata la sua presenza non ha mai vinto) e diverse fonti riferiscono che i suoi agenti girano per tutto lo Stivale in cerca di farmacisti disposti a vendere”.

Non risultano ulteriori movimenti, invece, per Unico e Cef, altri due grandi protagonisti della distribuzione farmaceutica nazionale, che per ora si sarebbero limitati ad acquire, rispettivamente, tre e una farmacia. La “calma piatta” delle due società, secondo il web magazine,  potrebbe avere due spiegazioni: essere un effetto della riservatezza con cui si negoziano le compravendite, oppure la scelta consapevole e volontaria di un pit stop in attesa  che Federfarma completi il progetto della sua “rete delle reti”.

In ogni caso, i numeri riportati da Pharmacy Scanner sono da “andamento lento”, almeno se riferiti alle preoccupazioni seguite all’approvazione della legge sulla concorrenza, con il timore di un’immediata “razzia” di esercizi sul territorio nazionale da parte di società di capitale.   Per vedere acquisti massicci, invece – almeno secondo quanto scrive il web magazine facendo riferimento alla  “convinzione di molti osservatori”,  “bisognerà attendere il nuovo anno, quando sul mercato cominceranno a proporsi piccoli gruppi di titolari pronti a vendere le loro farmacie in un unico pacchetto. Per le catene, sarebbe come andare a comprare all’ingrosso, con evidenti risparmi innanzitutto sul tempo”.