Farmacia dei servizi, nel Lazio riparte la sperimentazione

Roma, 6 novembre – Riparte nel Lazio la sperimentazione dei servizi in farmacia, a distanza di quasi un anno dall’approvazione del decreto con il quale la Regione presieduta da Nicola Zingaretti  recepì l’accordo Governo-Regioni con le linee d’indirizzo sulla materia. 

Secondo quanto riferisce una nota di Federfarma Roma, l’arruolamento dei pazienti inizierà dal 1° dicembre 2020, in accordo con il cronoprogramma definito dalla Regione. Il sindacato sta intanto effettuando una ricognizione tra le farmacie associate per  individuare quelle da “arruolare”  nella sperimentazione e sta procedendo alla verifica delle richieste di partecipazione rispetto ai diversi servizi, tenendo conto degli obiettivi definiti sempre a livello regionale.

Presupposto necessario per partecipare alla sperimentazione, ricorda la nota di Federfarma Roma, è la formazione: al riguardo,  è disponibile “un articolato programma formativo accessibile attraverso una piattaforma on-line predisposta dalla Fofi e dalla Fondazione Cannavò”.  Il sindacato dei titolari romani ricorda appunto che la formazione è requisito obbligatorio per  partecipare alla sperimentazione e costituisce una parte integrante del progetto. tanto da essere remunerata (in cifra fissa per farmacia arruolata, a prescindere dal numero dei farmacisti dell’esercizio che seguiranno il percorso formativo).

L’invito che il sindacato rivolge alle farmacie che hanno richiesto di partecipare alla sperimentazione è quello di seguire fin d’ora i corsi di formazione relativi ai servizi indicati in fase di adesione, pur con l’avvertenza che l’effettivo arruolamento dovrà essere confermato sulla base delle valutazioni tutt’ora in corso.

Ovviamente, come si preoccupa di sottolineare il presidente di Federfarma Lazio Eugenio Leopardi,  freschissimo d’elezione, le scadenze del cronoprogramma  condivise con la Regione “dovranno tenere conto della situazione contingente di emergenza Covid-19, delle normative in continua evoluzione e della necessità di un protocollo di sicurezza per operatori e cittadini”.