Farmacia Indipendente, in Federfarma nasce un gruppo all’opposizione

Roma, 9 ottobre – Nonostante fossero in molti a sperarlo, gli esiti delle ultime, contrastate elezioni di Federfarma, dalle quali è scaturito il  nuovo vertice sindacale, nel segno (dichiarato programmaticamente) della discontinuità con la precedente gestione, non sono evidentemente riusciti nell’intento di ricondurre il quadro dei rapporti tra le diverse posizioni sindacali  nel perimetro di un confronto franco, vivace e all’occorrenza anche duro, ma apertamente e democraticamente giocato all’interno del sindacato unitario.

I segnali e le avvisaglie che le spaccature emerse nel corso di una campagna elettorale dura e senza esclusione di colpi non fossero state ricomposte ma – se possibile – fossero andate accentuandosi non erano mancati e, a confermarli, è arrivata ieri la notizia ufficiale della costituzione di Farmacia Indipendente, sigla che si presenta come “un gruppo aperto, di cui fanno parte diverse associazioni provinciali”.

La costituzione del gruppo, si legge in un comunicato diffuso da Farmacia Indipendente, “si è imposta urgendo chiarezza nei confronti della linea sindacale attualmente sostenuta sui futuri scenari che vedono coinvolta la professione e che non vede tutti egualmente convinti e coinvolti nel perseguire un comune interesse”.

Il gruppo – che nei fatti sostanzia una forma organizzata di opposizione all’interno di Federfarma – lamenta come, “a fronte di una richiesta di un unanime coinvolgimento, si evidenzia invece… una discrepanza tra desideri espressi e desideri non soddisfatti, con una soggettiva rappresentazione di quanto quotidianamente avviene, ed evidenziandosi conseguentemente due visioni politico-sindacali differenti ormai createsi all’interno della rappresentanza assembleare“.

In altre parole, anche se a parti invertite –  il gruppo di opposizione neo-costituito vede infatti in prima fila Alfonso Misasi, a lungo segretario nazionale di Federfarma (nella foto)  e Alfredo Orlandi, ex presidente del Sunifar – si ripropone la dinamica che ha a lungo caratterizzato la vita interna del sindacato negli ultimi anni, con nuclei dapprima isolati di contestazione dai quali è poi scaturito il progetto Farmacia Futura, che ha espresso il nuovo quadro dirigente.

I bersagli delle critiche di ieri sono quelli che le scagliano oggi e perfino i rilievi – in particolare quelli riferiti al metodo di gestione del dibattito sindacale – sono sostanzialmente gli stessi: “Ogni evidenziazione critica provoca reazioni scomposte e infastidite” si legge infatti nel comunicato di Farmacia Indipendente “come se interrogarsi e confrontarsi sulle professionali difficoltà significhi turbare un iter già impostato e conseguentemente dover essere in qualche modo emarginati”.

“Il nostro apporto” continua il comunicato “sarà quindi svolto, in continuità con quanto singolarmente già perseguito per scelta e coerenza, all’interno della suddetta rappresentanza con senso di responsabilità e massimo impegno, nel rispetto del mandato elettorale ricevuto”.

In conclusione, la nota di Farmacia Indipendente – inviata a tutti i componenti dell’Assemblea nazionale Federfarma e a tutti i vertici nazionali, regionali e provinciali del sindacato, oltre che agli organi di stampa –  si propone anche come un invito “a tutti coloro che vivono di sola farmacia e che siano convinti dell’importanza di una farmacia realmente indipendente, a voler aderire e fattivamente partecipare ai lavori del gruppo”.

A Farmacia Indipendente hanno fin qui aderito i presidenti di associazione provinciale Roberto Grubissa (Belluno); Roberto Cappella (Campobasso), Vincenzo Defilippo (Catanzaro), Levino Rajani (Crotone), Giuseppe Orlando (Isernia), Riccardo Froli (Pisa) e Dante Baldini (Reggio Emilia), oltre ai già ricordati Misasi (Cosenza) e Orlandi (L’Aquila).