Farmacia dei servizi, accordo Stato-Regioni sulla sperimentazione

Roma, 18 ottobre – La Conferenza Stato-Regioni ha approvato ieri il documento contenente l’accordo sulle Linee d’indirizzo per la sperimentazione della Farmacia dei servizi,  i cui contenuti riprendono gli esiti del lavoro istruttorio svolto dall’apposito tavolo interprofessionale insediato nella primavera scorsa al ministero della Salute dall’allora ministra Giulia Grillo e coordinato dal direttore generale della programmazione sanitaria Andrea Urbani.

La sperimentazione, come già anticipato dal nostro giornale, si propone due obiettivi principali: il primo è quello di individuare i servizi che le nove Regioni selezionate per la sperimentazione triennale ai sensi della legge 205/17 (Piemonte, Lazio e Puglia per il 2018, Lombardia, Emilia-Romagna e Sicilia per il 2019 e Veneto, Umbria e Campania per il 2020) potranno autorizzare nelle farmacie di comunità; il secondo, quello di  e definire i criteri della sperimentazione stessa, in particolare ai fini della corretta valutazione e misurazione dei risultati e degli eventuali vantaggi, in termini di risparmi e di “maggiore salute”, prodotti dai nuovi servizi erogati in farmacia.

Al riguardo, il documento chiarisce che la sperimentazione, “primo atto del riconoscimento della potenzialità dei nuovi ruoli del farmacista in farmacia“, dovrà essere  “propedeutica al convenzionamento dei nuovi servizi, con conseguente coinvolgimento concreto di tutte le figure professionali considerate”.  Come già accennato, la remunerazione dei “nuovi ruoli” e dei nuovi servizi del farmacista in farmacia è subordinata al soddisfacimento dei requisiti dell’utilità e della misurabilità: in altre parole, dovranno dimostrare di produrre vantaggi concreti  e misurabili per la sanità regionale, conditio sine qua non per il pagamento da parte delle Regioni.

Allo scopo, il documento individua e indica un numero ristretto di servizi che verranno monitorati attentamente nel corso della sperimentazione. Intanto, i principi impostati per la determinazione dei costi della sperimentazione “potranno fornire un primo modello di remunerazione dei servizi acquisibile in sede di stesura della Convenzione”.

I servizi delle farmacie ammessi alla sperimentazione dalle Linee guida sono come è noto di tre tipi: il primo è quello dei servizi cognitivi, che comprendono la riconciliazione della terapia farmacologica e il monitoraggio dell’aderenza terapeutica (limitatamente a tre patologie: Bpco, ipertensione e diabete). Il secondo sono i servizi di front office, concentrati sul Fascicolo sanitario elettronico (attivazione, arricchimento e consultazione);  l’ultmo, infine, è quello delle analisi di prima istanza, con in primo piano i servizi di telemedicina (holter pressorio e cardiaco, ecg, autospirometria) e gli screening per il tumore al colon retto.nuovi servizi sono quelli già ampiamente noti: fascicolo sanitario elettronico, monitoraggio dell’aderenza per ipertensione, Bpco, diabete, holter pressorio e cardiaco, Ecg, autospirometria in telemedicina,  supporto allo screening per la prevenzione del tumore del colon retto.
Nel suo parere favorevole, la Conferenza delle Regioni ha tuttavia ribadito in un position sheet  la richiesta di destinare alla sperimentazione della farmacia dei servizi,  oltre ai 36 milioni previsti dall’articolo 1, comma 406 della legge n. 205 del 2017,  “un’ulteriore quota capitaria a valere sulle risorse per gli obiettivi di piano per le altre Regioni a statuto ordinario che volessero avviare analoghe iniziative”,  chiedendo anche di “procedere in tale direzione a partire dalla definizione degli obiettivi di Piano per l’anno 2020”.