Farmaci, rimodulazione dei tetti: in crescita
il fronte dei favorevoli

Roma, 7 novembre – L’aumento di due miliardi del Fsn 2020 previsto dalla Legge di bilancio per il prossimo anno va sicuramente nella direzione giusta, ma non basta: il problema delle risorse non è infatti soltanto legato al quantum, ma anche al modo in cui vengono allocate e utilizzate. E su questo terreno, ad avviso del presidente di Farmindustria Massimo Scaccabarozzi (nella foto) si può fin da subito fare di più e meglio. Ad esempio rivedere gli attuali tetti della spesa farmaceutica, tenendo conto del suo andamento reale.

“Il tetto della spesa diretta, che anche quest’anno registrerà un sfondamento significativo di oltre due miliardi, e quello della convenzionata, che invece si manterrà 800 milioni al di sotto del  limite massimo previsto, debbono essere necessariamente ridefiniti” ha affermato Scaccabarossi nel corso dell’ottava edizione dell’Healthcare Summit, organizzato da 24 Ore Eventi in collaborazione con Il Sole -24 Ore con le partnership di Confindustria Dispositivi Medici e di Farmindustria, apertosi l’altro ieri nella capitale nella sede di Roma Eventi Fontana di Trevi.

“Le risorse vanno usate là dove servono” ha affermato Scaccabarozzi, tornando a chiedere al Governo la rimodulazione dei tetti, ovviamente nell’unica direzione a suo giudizio possibile: aumentare il tetto della spesa farmaceutica diretta e, per contro, diminuire quello della convenzionata che “passa” in farmacia.

Prospettiva alla quale, come è comprensibile, si oppongono le sigle della farmacia, che (ove l’ipotesi trovasse spazio) vedrebbero compromesse sul nascere le chance della loro proposta di nuova remunerazione del servizio farmaceutico convenzionato. Purtroppo, però, il fronte di soggetti favorevoli alla rimodulazione dei tetti non si limita alle sole aziende farmaceutiche, ma è largo e autorevole: ricomprende infatti anche molti esponenti delle Regioni e lo stesso titolare della Salute Roberto Speranza, piuttosto esplicito nel ritenere che ormai “siano maturi i tempi per avviare una riflessione sui tetti di spesa relativi al settore farmaceutico al fine di una possibile rimodulazione nel rispetto dei vincoli di bilancio”.

Una posizione sulla quale, proprio in occasione dell’8° Healthcare Summit, si è schierato anche il viceministro Pierpaolo Sileri: “La rimodulazione dei va fatta e al riguardo ritengo che le industrie possano stare tranquille, anche se si tratta di un’operazione da inquadrare nell’ambito di un più generale efficientamento della spesa sanitaria” ha affermato infatti il n. 2 di Lungotevere Ripa, rovesciando un altro secchio di acqua gelata sulle speranze di scongiurare una misura che le industrie richiedono e perseguono con forza, risultando (almeno per quanto è dato vedere) piuttosto convincenti.

Il summit romano ha offerto l’occasione di tornare anche sulla vexata quaestio del payback, del quale le industrie continuano a chiedere il superamento. Risultato che – come ha voluto evidenziare il presidente di Assogenerici Enrique Häusermann – potrebbe essere agevolmente raggiunto grazie al mantenimento nella farmaceutica di tutti i risparmi ottenuti dall’impiego dei farmaci equivalenti e biosimilari e grazie alla rimodulazione dei tetti della farmaceutica (appunto…)