Farmaci, revisione dei tetti di spesa, Speranza pensa a un decreto

Roma, 17 febbraio – “Penso che siano maturi i tempi per avviare una riflessione sui tetti di spesa relativi al settore farmaceutico al fine di una possibile rimodulazione nel rispetto dei vincoli di bilancio”. Così, nel non lontano mese di novembre, il ministro della Salute Roberto Speranza (nella foto) rispondeva, disponibile e rassicurante, alle robuste istanza di rivedere i tetti della spesa farmaceutica pubblica reiteratamente e robustamente avanzate dall’industria.

Un impegno che Speranza ha coerentemente provato a onorare, cercando di inserire nel Milleproroghe un emendamento finalizzato a rivedere in aumento la quota del limite di spesa per gli acquisti diretti, portandola per il solo 2020 dall’attuale 6,69 al 7,13%, con la conseguente e corrispondente diminuzione della spesa territoriale dall’attuale 7,96 al 7,52%, ciò per “compensare” il maggiore incremento, negli ultimi anni, della prima voce di spesa, dovuta in particolare ai medicinali ospedalieri. Uno spostamento di risorse dello 0,44% che vale circa 500 milioni, “sottratti” alla spesa convenzionata (sotto controllo, tanto da registrare lo scorso anno un avanzo di 670 milioni) per essere dirottati sulla spesa per acquisti diretti, in irrefrenabile crescita e capace di sfondare il suo tetto di quasi due miliardi e mezzo.

La proposta emendativa, però, è andata a sbattere contro il portone sbarrato del vaglio di ammissibilità, e Speranza si trova dunque nella necessità di trovare altre vie per arrivare in tempi brevi a “ribilanciare” i due tetti della spesa farmaceutica pubblica, senza ovviamente toccare il tetto complessivo del 14,85%. Tornano così le voci, già circolate nel recente passato, di un decreto legge ad hoc, nel quale far confluire magari anche altre norme da tempo in ballo (su tutte, un “alleggerimento” del payback 2018 a carico dell’industria di circa 200 milioni di euro rispetto al 1,1 miliardi fissati da Aifa).

Nel provvedimento, oltre al già ricordato “aggiustamento provvisorio” per  il 2020, troverebbe infatti posto la definitiva revisione globale dei due tetti, attraverso la definizione  – con decreto del ministero della Salute (da adottare entro il 30 giugno 2020, su proposta Aifa) “concertato” con il Mef e condiviso con la Conferenza Stato Regioni – “di criteri utili al legislatore alla eventuale rideterminazione dei nuovi tetti della spesa farmaceutica. Il previsto decreto dovrà individuare i criteri menzionati tenendo in considerazione gli effetti conseguenti alla revisione del prontuario farmaceutico”. Quella revisione del prontuario, per intendersi, che era uno dei capisaldi del documento sulla governance farmaceutica elaborato dalla high commission di esperti guidati da Silvio Garattini a suo tempo insediata dall’ex ministra Giulia Grillo e presentato a dicembre 2018.

Tra le indicazioni del documento, come si ricorderà, la prima è quella di garantire, attraverso una verifica puntuale, la presenza nel prontuario di farmaci terapeuticamente equivalenti ammessi alla rimborsabilità del Ssn con prezzi differenziati, promuovendo interventi finalizzati ad attenuare/eliminare tali differenze. Viene anche espressa a chiare lettere la necessità che Aifa verifichi periodicamente l’elenco dei medicinali inclusi nel Pht, sia con riferimento ai medicinali che sono consolidati nella pratica clinica, sia al fine di integrare il Pht con ulteriori categorie di farmaci che richiedono un controllo ricorrente del paziente, rafforzando peraltro la possibilità di erogazione in distribuzione diretta o per conto, a seconda del modello organizzativo adottato dalle Regioni, congiuntamente a modalità più competitive di approvvigionamento dei farmaci stessi. Previsione, questa, che comprensibilmente preoccupa (e molto) le sigle di rappresentanza delle farmacie di comunità.  Da ultimo, il documento prevede anche  che l’Aifa avvii ogni utile approfondimento per verificare se modalità di prescrizione e dispensazione dei farmaci con un numero di dosi personalizzato rispetto alle esigenze dei cittadini possano contribuire a una migliore appropriatezza d’uso.

Queste le indicazioni del documento sulla governance, alle quali è ragionevole pensare che – in caso di revisione del prontuario – si finirà quasi inevitabilmente per guardare. È apparso opportuno ricordarle, alla luce della possibilità che Speranza vari davvero un decreto contenente misure che in ogni caso sono destinate a incidere in modo importante sul settore del farmaco.