Farmaci, la richiesta delle industrie: “Tetti di spesa da rimodulare”

Roma, 17 dicembre – “La mancata rimodulazione dei tetti di spesa farmaceutici nell’ambito della manovra in corso d’esame al Senato rappresenta una ennesima delusione per le aziende del comparto farmaceutico. Tuttavia abbiamo fiducia sulle soluzioni tratteggiate dal ministro Speranza nel corso dell’incontro concessoci oggi, sulla possibilità che la ‘equilibrata rimodulazione dei tetti di spesa’ possa essere inserita nel primo provvedimento utile entro i primissimi mesi dell’anno».

Ad affermarlo è il presidente Assogenerici, Enrique Häusermann (nella foto), a seguito dell’incontro avuto ieri con il ministro: «Si è parlato di una riforma della governance del settore di più ampio respiro dotata della flessibilità necessaria ad adattarsi a una assistenza farmaceutica con caratteristiche del tutto diverse anche solo a dieci anni fa” ha detto  Häusermann. “Il sistema finora concepito essenzialmente sugli acuti deve predisporsi con urgenza ad affrontare soprattutto la sfida delle cronicità. In quest’ottica abbiamo ribadito al ministro il ruolo che le aziende degli equivalenti e dei biosimilari possono giocare in tema di sostenibilità del Ssn solo a patto di un cambio di passo sulla governance”.

Sul dente dolorante dei mancati interventi sulla governance farmaceutica è intervenuta ieri anche la Farmindustria, con una nota nella quale – pur considerando positivamente “l’incremento delle risorse dedicate alla politica della salute” – rileva che la nuova Legge di bilancio“non risolve il problema della rimodulazione dei tetti della spesa farmaceutica pubblica, che fissano da anni gli stanziamenti per la spesa in ospedale e in farmacia”. L’ulteriore rinvio dei necessari interventi al riguardo, che avverrebbero “a parità di risorse finanziarie stanziate”, scrive Farmindustria, , è un elemento di preoccupazione, alla luce della palese inadeguatezza della spesa “rispetto alla domanda effettiva di salute del Paese, tenuto conto del rapido invecchiamento della popolazione, delle straordinarie innovazioni dei farmaci ospedalieri e di una spesa in farmacia già fortemente contenuta sotto il tetto fissato.Il permanere degli attuali tetti rende di fatto indisponibile circa 1 miliardo di euro degli stanziamenti fissati per legge, già inferiori di circa il 25% rispetto alla spesa negli altri Paesi europei”.

“Lo stesso ministro Speranza in questi giorni ha riconosciuto la necessità di una correzione” si legge ancora nella nota della sigla delle industrie. “Una linea già espressa dalle Regioni, in occasione dell’Accordo sottoscritto con Farmindustria e Assogenerici e che ha portato alla soluzione positiva dei contenziosi sui versamenti dell’industria farmaceutica (pay back) per gli anni 2013-2017 e al pagamento di 2,4 miliardi da parte delle imprese, dal precedente ministro Giulia Grillo quando ha ritenuto di sostenere questo accordo con una norma di legge e dalle organizzazioni dindacali di settore attraverso un comunicato pubblicato nei giorni scorsi”

“Le scelte effettuate  renderanno difficile attrarre e addirittura mantenere gli investimenti in Italia, in un contesto mondiale sempre più competitivo, con una perdita della credibilità del sistema Paese” conclude la nota, sgranando il rosario dei titoli di merito dell’industria farmaceutica, affermatasi “come hub europeo e uno dei motori dell’economia grazie al valore di occupazione, investimenti, esportazioni, ricerca e studi clinici” e  pienamente adempiente, per la sua parte, nel rispettare l’accordo sottoscritto con le Regioni per una nuova governance. Per questo, chiude la nota Farmindustria “ora le imprese del farmaco si attendono che il Patto finora disatteso sia rispettato dalle istituzioni, già in Manovra o nel primo provvedimento utile”.