Farmaci, Ema prepara
il trasloco prima ancora
di sapere per dove

Roma, 8 novembre  – A meno di due settimane dalla decisione su quale sarà la sua nuova sede, l’Ema, l’Agenzia europea dei medicinali, si prepara a iniziare a lavorare con il nuovo Paese ospitante.

Lo fa sapere la stessa agenzia regolatoria, annunciando l’impegno “a dare agli stakeholder e al pubblico piena visibilità del progetto di trasferimento, mettendo a disposizione all’inizio di dicembre un monitoraggio sui progressi del trasloco”.

A partire dal 20 novembre, data in cui il Consiglio Affari generali farà la sua scelta, l’Ema avrà poco più di 17 mesi per concludere il trasferimento dalla vecchia sede di Londra (nella foto) e ricominciare le sue attività entro la fine di marzo 2019.

“Spostare una grande organizzazione come l’Ema in una nuova sede è un’impresa impegnativa in qualsiasi circostanza” spiega l’Agenzia “resa ancora più complessa dall’ambizioso calendario determinato dal ritiro del Regno Unito dall’Ue. Una collaborazione efficace tra l’Ema e il nuovo Paese ospitante è essenziale per la buona riuscita del trasferimento e per garantire la continuità aziendale”.

Per questo, secondo quanto riferisce un lancio dell’agenzia Public Policy,  l’Ema e il nuovo Paese ospitante “lanceranno una collaborazione, creando un’adeguata struttura di governance comune per guidare e sorvegliare questo impegnativo progetto”.

Il tema “più urgente che ha bisogno di attenzione immediata dell’Ema e del Paese ospitante è il nuovo spazio destinato all’Agenzia: devono essere fatti molti passaggi amministrativi – spiega Ema – prima che il lavoro sul nuovo edificio possa iniziare. I piani di costruzione devono essere approvati dalle autorità locali, dal consiglio di amministrazione di Ema e dall’autorità di bilancio dell’Ue. Questo processo richiede tra 6 e 8 mesi, l’adattamento dell’edificio dovrebbe durare tra i 12 e i 15 mesi”.

Inoltre “a causa del calendario serrato, l’Agenzia insieme alle Istituzioni europee e al nuovo Paese ospitante, dovrà esplorare soluzioni per accelerare i processi di approvazione e consentire un lavoro da svolgere in parallelo piuttosto che in sequenza”.

Altri aspetti del trasferimento che dovranno essere affrontati riguardano “la disponibilità scolastica per circa 600 bambini di diverse età: al più tardi il febbraio 2018 – comunica l’Agenzia – la nuova città ospitante dovrà condividere informazioni sui posti disponibili per i figli dei membri del personale, tenendo conto anche delle esigenze linguistiche” e “alloggi a prezzi accessibili e di buona qualità per un massimo di 900 nuove famiglie: da febbraio 2018 la nuova città ospitante dovrà fornire informazioni su alloggi a prezzi accessibili e di ottima qualità, ben collegati al nuovo edificio, in grado di soddisfare le esigenze del personale e di ospitare anche grandi famiglie”.