Farmaci diretta, cresce
ancora il disavanzo,
+1,7 miliardi nel 2017

Roma, 23 maggio – La spesa farmaceutica ospedaliera 2017 (più precisamente, spesa per gli acquisti diretti dei farmaci) ha ancora una volta abbondantemente superato il tetto programmato  (7,7 miliardi), collocando l’asticella a 9,4 miliardi, ovvero 1,7 miliardi oltre il limite. Un aumento rilevante anche rispetto al 2016, quando la spesa per questa voce aveva toccato 8,7 miliardi.
A fornire i dati è Iqvia, evidenziando che la rideterminazione del tetto della spesa farmaceutica per acquisti diretti (comprensiva della spesa per i farmaci acquistati in distribuzione diretta e per conto) non ha evidentemente fermato la corsa al rialzo, confermando lo squilibrio tra i tetti programmati (evidentemente stabiliti o con un eccesso di ottimismo o con una dose insufficiente di realismo) e la spesa reale.
La quota della spesa farmaceutica per acquisti diretti sulla spesa sanitaria complessiva del 2017 (111,9 miliardi), fissata sotto il 7% (per l’esattezza, 6,89%), ha invece toccato l’8,4%: uno scarto di un punto percentuale e mezzo che attesta come, in sede di valutazione delle dinamiche reali di spesa, ancora una volta più di qualcosa non ha funzionato.

Uno dei risultati del disavanzo è che le aziende farmaceutiche dovranno nuovamente ripianare la spesa eccedente con il meccanismo del payback, “restituendo” circa 870 milioni. Il resto dovrà essere ripianato dalle stesse Regioni, in misura correlata al superamento del budget  loro assegnato.

Continua, per contro, il “cammino virtuoso” della spesa convenzionata in farmacia, che non solo è rimasta dentro il tetto prefissato, ma ha registrato un avanzo positivo di 372 milioni.
Iqvia rileva anche altri dati interessanti, come la “cannibalizzazione” del fondo per i farmaci innovativi non oncologici da parte dei farmaci anti-Hcv, che lo hanno assorbito quasi del tutto, consentendo però risultati importanti (e quindi significativi risparmi su altre poste di spesa) nella cura dell’epatite. Il fondo di 500 milioni, osserva Iqvia, dovrebbe essere sufficiente per garantire il rispetto del tetto.
Nei binari anche il fondo per i farmaci oncologici innovativi, la cui istituzione ha consentito di  ridurre il già rilevante disavanzo del tetto della spesa farmaceutica per acquisti diretti. La spesa per questi farmaci,  che beneficiano dell’innovatività per 36 mesi, è passata – s legge nella nota Iqvia – da 210 milioni nel 2016 a 391 milioni nel 2017 (+86%). La spesa quindi dovrebbe rientrare nel tetto prefissato.