Farmacap, nuovo esposto del commissario Stefanori contro la ex DG Laing

Roma, 1 giugno – Il licenziamento “per giusta causa” della DG Stefania Laing,  disposto all’inizio dello scorso mese di aprile dal commissario straordinario Angelo Stefanori lungi dal chiuderla, ha finito per amplificare la vicenda Farmacap, scoperchiando un vaso dal quale potrebbero saltare fuori nuove e poco piacevoli sorprese.

Stefanori ha infatti depositato nei giorni scorsi una nuova denuncia contro la manager toscana, chiedendo alla Procura di indagare sull’ipotesi di turbativa d’asta. Il pubblico ministero Nadia Plastina, a fronte della nuova denuncia,  ha avviato ulteriori verifiche sulla gestione passata dell’azienda. Secondo quanto riferisce l’edizione romana del Corriere della Sera, al momento il fascicolo aperto dal magistrato non contiene ipotesi di reato nè iscritti, ma i carabinieri del Nas, delegati ad approfondire la vicenda, hanno avviato la loro attività di indagine.

Il commissario straordinario suggerisce alla Procura di accendere un riflettore sulla gara bandita dall’ex DG Laing per la certificazione del bilancio 2016, dalla quale avrebbe dovuto uscire il nome della società di consulenza cui affidare il compito e che invece avrebbe registrato qualche “anomalia”, come  l’estromissione di Price Watherhouse Cooper, tra i più quotati professionisti del settore su scala internazionale,  esclusa per la presunta incompletezza della proposta presentata. L’incarico, alla fine, venne assegnato alla Nexia Audirevi.

Nel verificare le carenze dell’offerta della Price Watherhouse, però, è emerso che esse erano conformi alla richiesta di documentazione proveniente dall’ex management di Farmacap. Era questa, in realtà, ad essere incompleta: la società di consulenza, in altre parole, avrebbe semplicemente risposto alle indicazioni approssimative e carenti  provenienti dalla stessa azienda speciale capitolina. L’ipotesi che Stefanori avanza nel suo esposto è che Laing, in questo modo, avrebbe posto le premesse per escludere uno dei concorrenti (tra l’altro forse il più accreditato), favorendone un altro.

Ma non è tutto: tra gli altri approfondimenti in corso da parte della magistratura, alcuni riguarderebbero la gestione dell’acquisto dei farmaci condotta dalla ex DG. Secondo quanto reso noto da Stefanori già in occasione della rimozione della dirigente toscana, Laing predispose una sola gara relativa a una fornitura da 9,5 milioni euro, seguita da una gara più piccola, aggiudicata ad altro soggetto, da 5 milioni. “In realtà, Farmacap comprò farmaci per 16 milioni solo dal vincitore della prima gara e quindi, per la differenza, si tratta di acquisti che oggettivamente favoriscono quel primo fornitore, chiudendo il mercato ad altri competitor che avrebbero potuto offrire sconti maggiori” spiegò Stefanori, esprimendo anche molte perplessità sulle operazioni con le quali,  attraverso un uso improprio del magazzino centrale Farmacap, venivano rastrellati farmaci contingentati e rari, anche antitumorali, che venivano venduti a una società commerciale di Napoli che poi provvedeva alla loro esportazione all’estero, privando le farmacie comunali, e quindi i cittadini romani, dei farmaci stessi.

Anche su questo specifico punto sarebbero in corso alcune verifiche da parte dei Nas,  che starebbe anche passando al vaglio i rapporti fra l’ex direttore generale e i grossisti, sui quali peserebbe un’ipotesi di conflitto d’interesse, già adombrata peraltro da Stefanori in un precedente esposto.

La vicenda Farmacap, dunque, sembra essere sempre più avviata a diventare un caso giudiziario, perdendo progressivamente per strada i contorni iniziali dello scontro politico, con il Pd, da un lato, a fare quadrato nel sostenere Laing, autrice di un asserito risanamento del bilancio dell’azienda, e il Movimento Cinque Stelli sull’altra sponda saldamente a fianco del commissario Stefanori nel rilevare pesanti vulnus nella gestione di Farmacap e nel sostenere che quel bilancio non solo non era certificato (come precisò  lo stesso assessore al Bilancio Andrea Mazzillo,  definendolo “non veritiero”) ma molto probabilmente “distorto e drogato” (copyright Stefanori).

La contesa politica, che ebbe il suo apice all’indomani del licenziamento della manager toscana, con un picco di dichiarazioni polemiche rimbalzate rumorosamente sui mezzi di informazione, sembra infatti aver perduto mordente e decibel. Al contrario, la vicenda giudiziaria sembra solo all’inizio ed è ragionevole ritenere che farà ancora molto parlare di sè.