Farmacap, il 5 maggio Assemblea capitolina straordinaria e sciopero

Roma, 3 maggio – La Conferenza dei capigruppo dell’Assemblea capitolina ha confermato per il 5 maggio  la convocazione di una seduta straordinaria per discutere d’urgenza il caso Farmacap, dopo la presentazione da parte del commissario straordinario Marco Vinicio Susanna di un piano di risanamento finanziario che, in buona sostanza, traccia la strada per la liquidazione e la privatizzazione dell’azienda speciale.

Per la stessa giornata, come già riferito dal nostro giornale, i sindacati (Filcams, Fisascat, UilTucs e Usi) hanno congiuntamente proclamato uno sciopero di otto ore su tutti i turni, accompagnato da una manifestazione in Piazza del Campidoglio, che si terrà in concomitanza con la seduta straordinaria dell’Assemblea capitolina, con la chiusura di tutti gli uffici, gli sportelli e le farmacie dell’azienda speciale, ad eccezione ovviamente delle farmacie di turno da calendario nella giornata del 5 maggio.

Tutta l’attenzione  si concentra ora sull’atteggiamento che i consiglieri capitolini, in particolare quelli della maggioranza M5s, manterranno nell’Assemblea straordinaria: gioverà ricordare che poco più di un mese fa (il 10 marzo, per l’esattezza) l’Assemblea capitolina aveva approvato all’unanimità sei ordini del giorno, relativi al mantenimento dello status di azienda speciale di Farmacap, alla sottoscrizione di un nuovo  contratto di servizio con Roma Capitale, alla piena salvaguardia dei livelli occupazionali, all’implementazione dei servizi sociali a carattere permanente (con adeguati finanziamenti), alla nomina di un Consiglio di amministrazione e di un direttore generale con piene funzioni operative, all’approvazione dei bilanci aziendali dal 2013 in poi e all’assunzione di personale farmacista per ovviare alle attuali carenze d’organico. Una decisa conferma, dunque, di procedere nel solco tracciato dalla mozione n. 45 del 7 maggio 2019,  con la quale proprio il M5s aveva esplicitato la volontà politica di mantenere Farmacap nel perimetro comunale come azienda speciale farma-socio-sanitaria.

La domanda è una: come mai, pur in presenza di posizioni così chiare, forti e unanimi dell’Assemblea capitolina, dal cappello a cilindro del commissario straordinario è saltato fuori il coniglio di quello che i sindacati chiamano “un progetto ‘ideologico’ di smembramento”, che spalanca le porte ai capitali privati e spiana la strada alla privatizzazione? Chi è il mandante  – se mai ve n’è uno – della decisione sfacciata e perciò doppiamente offensiva di ignorare le inequivocabili prese di posizione dell’organo elettivo di governo con funzioni di indirizzo e controllo politico-amministrativo del Comune, e di proporre invece ipotesi del tutto opposte, che se accolte priverebbero la cittadinanza del servizio reso dalle farmacie pubbliche?

È ragionevole ritenere che, se mai è rimasto un briciolo di dignità istituzionale, l’Assemblea chiederà conto e ragione alla struttura commissariale di un “piano di risanamento finanziario e di riequilibrio della gestione” che va in direzione del tutto contraria alle sue indicazioni, e sarà interessante sentire le risposte. Perché è evidente che nessun amministratore – a meno di non essere affetto da insopprimibili pulsioni suicidarie – si azzarderebbe a formulare proposte non solo difformi, ma del tutto contrarie a quelle suggerite da chi ha l’onore e l’onere di governare la città e la sua macchina amministrativa.

Un’altra spiegazione, in verità, ci sarebbe, ed è quella che quel “piano di risanamento”, in realtà, non dispiaccia a qualcuno che nella stanza dei bottoni capitolina ha il suo comodissimo habitat. E qui i sospetti dei sindacati (e dei consiglieri dell’opposizione) sono sempre andati in direzione di Gianni Lemmetti, non solo per l’atteggiamento indecifrabile, ondivago e dilatorio sempre mantenuto rispetto ai gravi e urgenti problemi di Farmacap, ma anche perché il commissario straordinario Susanna vanta trascorsi nello staff dell’assessore al Bilancio e alle partecipate.

L’Assemblea capitolina del 5 maggio sarà una perfetta occasione per chiarire se, dietro il piano che di fatto mira a liquidare Farmacap, ci siano coperture politiche di qualche esponente della giunta dedito al gioco delle tre carte. Ove così non fosse e fosse chiarita l’adamantina trasparenza e coerenza di tutti, non resterà che accomiatare seduta stante il commissario Susanna e l’attuale direttore generale ad interim dell’azienda, come peraltro gli stessi sindacati chiedono ormai da due anni.

Intanto, questo pomeriggio i sindacati dei dipendenti hanno diffuso un nuovo comunicato nel quale si appellano a tutti i consiglieri dell’Assemblea capitolina, “affinché questo piano venga respinto al mittente, non cedendo a nessun eventuale ricatto, qualora il piano venisse recepito da una qualche delibera, barattando finanziamenti in cambio di un presunto salvataggio, vincolato però allo smembramento dell’azienda, assolutamente incoerente rispetto alle richieste dell’Assemblea, nonché alle dichiarazioni d’intenti della Giunta Raggi, dall’insediamento ad oggi”.

Farmacap, concludono le sigle dei lavoratori, ha semmai bisogno di “un intervento di sostegno urgente (..)  rafforzandone l’integrazione ‘farma-socio-sanitaria’. Tra la cattiva gestione delle aziende pubbliche e la privatizzazione, esiste una terza opzione: la buona gestione pubblica”.

Un altro appello i sindacati lo rivolgono ai dipendenti Farmacap, una sorta di “chiamata alle armi” per aderire in massa allo sciopero del 5 maggio a difesa dell’azienda e dei posti di lavoro “contro il ricatto di un salvataggio finanziario, in cambio della distruzione dell’azienda farma-socio-sanitaria, come unica alternativa alla ‘liquidazione’; nell’interesse della prosecuzione e del potenziamento dei servizi pubblici ‘essenziali’  integrati ed erogati alla cittadinanza; per la messa in sicurezza ed il rilancio dell’Azienda speciale, attraverso un intervento finanziario adeguato e un contratto di servizio, con l’immediata nomina di vertici aziendali all’altezza della situazione e coerenti al mandato dell’Assemblea capitolina; per la salvaguardia di tutti i posti di lavoro”.

Sulla vicenda Farmacap si registra anche una sortita di Ugl Terziario Farmacie, che sottolinea la circostanza che il 4 maggio, il giorno prima del Consiglio capitolino straordinario, si  terrà una riunione congiunta delle Commissioni consiliari Bilancio e Politiche sociali. Per l’occasione, Ugl annuncia in una nota di aver ha organizzato una assemblea dei lavoratori in Piazza del Campidoglio dalle 10.30 alle 14.00, con la possibilità  per tutti i dipendenti di partecipare attivamente proprio ai lavori della commissione congiunta. Il sindacato, nell’occasione (che certamente non è la migliore, data la gravità del momento) apre anche una polemica con i sindacati confederali, accusandoli di aver avuto un approccio alla situazione di Farmacap “arcaico non dinamico e personalistico”, come confermerebbero, sempre a giudizio di Ugl,  le proteste e lo sciopero, definiti in buona sostanza privi di senso.