Europa, nel 2017 +400% dei casi di morbillo, l’Oms: “Inaccettabile”

Roma, 22 febbraio – Recrudescenza di morbillo in  Europa. La malattia ha colpito 21.315 persone e causato 35 morti nel  2017, dopo un minimo storico di 5.273 casi nel 2016. Un aumento del 400%, registrano i dati dell’Ufficio regionale per l’Europa  dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), aggiornati in vista  di una riunione di ministri sul tema della vaccinazione oggi in  Montenegro.

Secondo quanto riferisce un lancio di Adn Kronos, l’Oms precisa che il numero più alto di  persone colpite è stato segnalato in Romania (5.562), seguita da vicino da Italia (5.006) e Ucraina (4.767).

Secondo i dati, epidemie preoccupanti di morbillo hanno colpito un  Paese europeo su quattro: l’ondata di casi del 2017 ha visto grandi epidemie (100 o più casi) in 15 dei 53 Stati della Regione. Questi Paesi, segnala  l’Oms, hanno  sperimentato una serie di problematiche negli ultimi anni, come il calo della copertura vaccinale, una copertura costantemente bassa tra alcuni gruppi emarginati, interruzioni  nell’approvvigionamento di vaccini o sistemi di sorveglianza delle  malattie poco efficaci.

Gli altri Paesi seguono a distanza considerevole dai primi tre: sono la Grecia (967), Germania (927),  Serbia (702), Tagikistan (649), Francia (520), Federazione russa  (408), Belgio (369), Regno Unito (282), Bulgaria (167), Spagna (152),  Cecenia (146) e Svizzera (105), che hanno registrato ampi focolai,  molti dei quali in calo, però, alla fine del 2017.

“Ogni nuova persona colpita dal morbillo in  Europa ci ricorda che i bambini e gli adulti non vaccinati,  indipendentemente da dove vivono, rimangono a rischio di contrarre la  malattia e di diffonderla ad altri che potrebbero non essere in grado di essere vaccinati. Oltre 20.000 casi di morbillo e 35 vite perse  solo nel 2017 sono una tragedia che semplicemente non possiamo  accettare” afferma Zsuzsanna Jakab, direttore regionale dell’Oms per l’Europa.

“L’eliminazione di morbillo e rosolia è un obiettivo prioritario per il quale tutti i Paesi europei si sono impegnati fermamente, e una pietra miliare per il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile legati alla salute” continua Jakab. “Questa battuta d’arresto non può ostacolare il nostro impegno di essere la generazione che libererà i nostri bambini da queste malattie una volta per tutte”.