Eurobarometer, il 50% di italiani vuole più poteri alle Regioni su sanità

Roma, 13 ottobre – Il dato non piacerà a chi (e sono davvero molti) è convinto che la frettolosa riforma del Titolo V del 2001 abbia finito per rivelarsi una vera e propria iattura, frammentando la gestione di materie importanti – la sanità su tutte – fino a dare vita a quelle che, giornalisticamente, vengono chiamate le “21 diverse repubbliche della salute”.

Ma il dato esiste,  scaturisce da una fonte importante e autorevole (le rilevazioni Eurobarometer  effettuate per conto del Comitato delle Regioni dell’Unione europea e presentate dal presidente dello stesso Comitato Apostolos Tzitzikostas, nella foto, all’apertura dei lavori) e dice, in poche parole, che per la maggioranza dei cittadini italiani gli enti locali e regionali dovrebbero avere più potere nella gestione della salute pubblica.
Nel complesso, il 49% degli italiani ripone una “fiducia totale” negli enti locali e regionali, percentuale che si attesta poco al di sotto della media Ue ( 52%). Un dato che scende al 43% (47% in Ue) nei confronti di Bruxelles e al 41% (43% in Ue) per il governo nazionale. Insomma, ci si fida più del governo locale che di quelli nazionali ed europei. Secondo l’indagine, il 69% degli italiani ritiene inoltre che gli enti locali non abbiano un’influenza sufficiente nelle decisioni prese a Bruxelles (opinione condivisa anche dal 67% degli europei) e il 66% vorrebbe delegare più poteri al territorio
soprattutto su sanità (50%), economia (47%) e lavoro (43%).

Lo scarto tra territorio e governo si rileva anche guardando alle misure prese per fronteggiare l’impatto sociale ed economico della crisi provocata dall’emergenza pandemica. Con una differenza: su questo fronte gli italiani si fidano più del governo che di Bruxelles. Da una parte, infatti, resta intatta la “totale fiducia” del 46% degli italiani e del 48% degli europei nelle decisioni prese a livello locale. Dall’altra, invece, gli italiani mostrano di fidarsi di più delle decisioni prese dal governo (il 45% ha dichiarato di avere “totale fiducia”) rispetto a quelle prese in Ue (42%). Una
tendenza che non si rispecchia tra gli europei, che in media mostrano di riporre leggermente più fiducia nelle misure di Bruxelles (45%) rispetto a quelle dei propri governi nazionali
(44%).

“Non dobbiamo illuderci. Per avere successo il Next Generation Eu deve essere incentrato sule esigenze delle città e delle Regioni. Il Recovery Plan fallirà se basato solo su esigenze individuate a livello nazionale” ha detto  Tzitzikostas,  ricordando come le amministrazioni locali e regionali siano stati in prima linea nell’affrontare l’emergenza Covid e quali grandi rischi incombano su queste realtà – e sull’ampliamento dei divari esistenti tra le diverse regioni – a causa delle conseguenze economiche della crisi. Tzitzikostas ha quindi chiesto garanzie per un maggiore coinvolgimento di Regioni e città nella definizione delle iniziative che potranno essere lanciate con il piano di ripresa. Ma ha anche invitato le autorità locali a coordinarsi di più per rispondere alle esigenze dei cittadini, dando loro una ripresa più sostenibile e inclusiva. Secondo il presidente del Comitato, inoltre, il ruolo delle Regioni è cruciale per avvicinare l’Ue ai cittadini e per “rafforzare le fondamenta” su cui poggia la casa europea.

Le Regioni e le città “saranno al centro” del Next Generation Eu, di cui il Recovery Fund è il principale pilastro. E il piano Ue potrà avere successo solo se le autorità locali “saranno pienamente coinvolte” e saranno capaci di “cogliere queste opportunità” ha detto da parte sua la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, intervenuta ai lavori di apertura della Settimana delle Regioni Ue. Oggi, davanti alle conseguenze della pandemia e in presenza del Next Generation Eu, è “in gioco il futuro dei nostri territori” e per avere successo “dobbiamo agire tutti insieme”, ha concluso von der Leyen, poiché l’individuazione e la realizzazione degli interventi necessari per la digitalizzazione e la svolta verde “rientrano in gran parte nelle competeneze e nelle responsabilità” degli enti locali.