Esenzione Iva su mascherine e altro, i chiarimenti della Salute

Roma, 11 maggio – L’art. 124 del Decreto Rilancio (n. 34/2020), come è ben noto,  ha disposto l’esenzione iva, fino al 31 dicembre 2020, per una serie di beni e prodotti correlati all’emergenza Covid, riportati in un elenco (da intendersi tassativo) che appare opportuno richiamare: Mascherine chirurgiche, Mascherine Ffp2 e Ffp3, Articoli di abbigliamento protettivo per finalità sanitarie quali guanti in lattice, in vinile e in nitrite, visiere e occhiali protettivi, tute di protezione, calzari e soprascarpe, cuffie copricapo, camici impermeabili, camici chirurgici; Termometri; Detergenti disinfettanti per mani; Soluzione idroalcolica in litri; Strumentazioni per diagnostica per Covid-19; Tamponi per analisi cliniche; Provette sterili.

L’art. 124 in parola, però, ha fin da subito lasciato qualche dubbio circa l’applicabilità dell’esenzione per alcune categorie di prodotti, e non solo in relazione alle mascherine chirurgiche. E non sono mancate – anche da parte della Fofi – le richieste di chiarimento al riguardo. La stessa Federazione professionale, in una circolare, segnala quelli arrivati da una circolare del ministero della Salute, che – pur rimarcando di non aver partecipato all’individuazione della lista prima ricordata – ha precisato cosa, a suo parere, è incluso o meno tra le sue voci.

Per il dicastero, nella definizione “Mascherine chirurgiche” rientrano  anche quelle autorizzate in deroga dall’Istituto superiore di sanità ex art. 15, comma 2, del decreto legge18/2020; la definizione “Strumentazioni per diagnostica per Covid-19” comprende anche i saturimetri (pulsossimetri e ossimetri), in quanto dispositivi medici che permettono di diagnosticare una sofferenza a carico dell’apparato respiratorio di cui è responsabileCovid-19; la voce “Termometri” comprende tutti i termometri per la rilevazione della temperatura corporea e quella “Provette sterili” anche quelle usate per la raccolta di campioni di urina, trattandosi – viene precisato –  di Ivd, ovverossia dispositivi medici diagnostici in vitro.
Il ministero della Salute precisa quindi che  “i contenitori di ossigeno potrebbero rientrare quale strumentazione varia utilizzata per pneumologia respiratoria, in termini generici nelle attrezzature di ospedali da campo”.
Da ultimo, con riferimento a un’altra voce contenuta nell’elenco dell’art. 124, quella dei  “Detergenti disinfettanti per le mani“,  il ministero “si rimette alle valutazioni dell’Agenzia delle Entrate, cui compete l’esatta delimitazione del campo di applicazione della misura in oggetto”.