Equivalenza, determina Aifa bocciata anche dai radiologi medici

Roma, 7 giugno – Le nuove linee guida da parte dell’Aifa per la dichiarazione di equivalenza terapeutica tra farmaci con principi attivi diversi? Non se ne sentiva il bisogno, anche perché non si capisce a quali logiche rispondano. E, in più, provocheranno inevitabili ricadute: saranno con ogni   probabilità le Regioni, ora, a chiedere l’equivalenza e l’Aifa, in base alle linee guida contenute nella determinazione, a concederla se del caso.

Dopo la Fimmg e la Sumai, anche la Sirm, la Società italiana di Radiologia medica e interventistica, prende posizione con il suo presidente Carmelo Privitera  contro la determinazione n. 818/2018 dell’Aifa sui criteri per determinare l’equivalenza terapeutica tra due o più farmaci.

“Una volta affermata l’equivalenza” spiega Privitera “le Regioni potranno bandire gare con aggiudicazione a un unico fornitore, lasciando la discrezionalità al medico solo in limitatissimi casi.
Anche in diagnostica per immagini, questo è lesivo nei confronti del paziente, che avrà  iniettato il mezzo di contrasto disponibile e non quello deciso in piena autonomia e responsabilità giuridica dal medico radiologo. Lascio alla valutazione di chi legge le conclusioni”
conclude il presidente dei medici radiologi “perché allo stato attuale non esiste equivalenza terapeutica certa per medicinali con principi attivi diversi ma solo con caratteristiche similari. La mia riflessione finale è questa: ma l’Aifa non dovrebbe essere prioritariamente garante della salute dei cittadini? Mi sorge il dubbio, che non riesco a fugare, che prima debba rispondere comunque a logiche meramente economiche”.