Epatite C, sì dell’Aifa a nuovo farmaco contro tutti i genotipi Hcv

Roma, 6 ottobre – L’Aifa ha approvato la rimborsabilità di Maviret, farmaco sviluppato da Abbvie combinazione glecaprevir/pibrentasvir, nuovo farmaco pangenotipico per il trattamento dell’epatite C.

Si tratta del secondo prodotto efficace su tutti i genotipi del virus a entrare in terapia in Italia. Il farmaco, privo di ribavirina, prevede una somministrazione al giorno ed è indicato per pazienti non cirrotici che non hanno ricevuto in precedenza trattamenti anti-Hcv. Il regime terapeutico prevede un trattamento di otto settimane.

L’approvazione da parte dell’autorità regolatoria è basata su otto studi registrativi, che hanno coinvolto oltre 2.300 pazienti di 27 nazioni, rappresentativi di tutti i principali genotipi (da 1 a 6), comprese le popolazioni speciali di pazienti.

“Maviret rappresenta un’innovazione nel settore del trattamento anti-Hcv, essendo un regime di trattamento pangenotipico della durata di sole otto settimane, di dimostrata elevata efficacia contro la maggior parte dei genotipi” spiega Antonio Gasbarrini, ordinario di Gastroenterologia alla Cattolica di Roma. “Nell’ambito del vasto programma di sperimentazione clinica di questo regime, il nuovo farmaco non solo ha raggiunto tutti gli endpoint primari di efficacia ma ha dimostrato di essere in grado di ottenere tassi elevati di guarigione, superiori al 97%”.
Il nuovo anti-Hcv di Abbvie, dunque, rappresenta un ulteriore passo in avanti per contrastare l’epatite C e rendere sempre più vicino l’obiettivo dell’eradicazione della patologia, perseguito all’Aifa. La scelta dellìAgenzia è quella di trattare tutti i pazienti con infezione cronica da Hcv con i farmaci di ultima generazione, per quanto molto costosi: ciò, oltre a consentire importanti guadagni in termini di salute, porterà a una riduzione degli altissimi costi sostenuti nel tempo dal Ssn per la terapia dei pazienti epatitici, rendendo così sostenibile la scelta.

“Dopo l’eliminazione del virus con le nuove terapie antivirali” spiega al riguardo Massimo Puoti, direttore del Dipartimento Malattie infettive al Niguarda Ca’ Granda di Milano “è possibile ipotizzare una riduzione dei costi sanitari delle cure delle patologie Hcv correlate, oltre al miglioramento della qualità di vita. Trattare tutti i pazienti è senz’altro una politica lungimirante e sostenibile”.