Enpaf, vademecum Sinasfa per informare i neo-laureati

 

Roma, 22 dicembre – La mancata conoscenza di obblighi e procedure previdenziali e del funzionamento dell’Enpaf, soprattutto tra i neo-laureati appena iscritti all’Ordine, è  “un problema che ha messo in difficoltà molte famiglie, e che tante altre potrebbe metterne ancora se non si prenderanno provvedimenti adeguati e se sopratutto tutte le parti in causa non dimostreranno una collaborazione costruttiva e la volontà di risolverlo”. 

Così Francesco Imperadrice,  presidente del Sinasfa, il Sindacato nazionale dei farmacisti non titolari, chiarisce come meglio non potrebbe la decisione di realizzare un piccolo vademecum, destinato in particolare ai neo-iscritti all’Albo professionale, in grado di fornire le necessarie conoscenze di base sulle modalità di funzionamento della cassa di categoria e sugli obblighi che ogni farmacista, appena si iscrive all’Ordine, è chiamato ad assolvere.

Obblighi dei quali – complice anche il fatto che durante il percorso universitario non ricevono alcuna informazione al riguardo – i neo-laureati hanno una ridottissima consapevolezza, se e quando non li ignorano del tutto. Con il risultato di ritrovarsi poi di fronte a una richiesta di pagamento, da parte dell’Enpaf,  della quota intera dei contributi, pari a circa 9.000 euro per il primo biennio: una vera mazzata e un fulmine a ciel sereno, soprattutto per chi  – e non sono pochi – ignorava che l’iscrizione all’Ordine comporta la contestuale iscrizione alla cassa di categoria.

Da qui la decisione di Sinasfa e del suo presidente di realizzare il piccolo ma efficace strumento di servizio: “Con questa iniziativa non pretendiamo certo di risolvere il problema della scarsa informazione” spiega  Imperadrice “che richiede ben altro impegno, in primo luogo, da parte dell’Ordine e dell’università. Ma, intanto, come Sinasfa offriamo un primo e concreto contributo e accendiamo un riflettore sulla necessità di potenziare l’informazione a tutti i farmacisti, in particolare quelli che si affacciano ora alla professione, sugli adempimenti verso l’Ente, necessari per usufruire delle quote ridotte.
Il vademecum sugli obblighi previdenziali realizzato da Sinasfa passa in rassegna  i principali aspetti che regolano l’attività dell’Enpaf, a partire dall’obbligo della cassa, sancito dal regolamento, di applicare in automatico, in assenza di comunicazioni, la quota intera di 4.463 euro per anno.  Da qui la necessità di sapere che, in relazione alla propria situazione lavorativa,  esiste la possibilità di corrispondere quote ridotte, a condizione di trasmettere all’ente previdenziale la documentazione che attesti la condizione di dipendenza, con il contratto in essere, o l’assenza di una occupazione, con correlata iscrizione al centro per l’impiego,  insieme alla richiesta del contributo che si vuole versare.

Ma è solo uno degli aspetti affrontati dal documento, che propone un chiaro excursus degli adempimenti Enpaf obbligatori per i neo laureati. Oltre a quelli relativi alle comunicazioni sulla posizione lavorativa, è illustrato l’obbligo di scelta del contributo da versare da parte del neo laureato  e le conseguenze alle quali si andrebbe incontro in caso di mancata comunicazione all’Ente.

Sinasfa, però, non perde l’occasione per lanciare anche qualche proposta funzionale a implementare l’informazione previdenziale tra i nuovi iscritti. La prima suggerisce una “presa in carico”, soprattutto da parte dell’Ordine, dei nuovi iscritti, non solo per potenziare e migliorare il passaggio delle informazioni, ma anche per vigilare sul loro corretto recepimento. “Gli Ordini, secondo noi,  hanno l’obbligo di accertarsi che il collega sia consapevole della sua iscrizione all’Enpaf  e  ne abbia compreso obblighi e adempimenti” spiega Imperadrice, proponendo al riguardo “una verifica, entro il mese di giugno dell’anno successivo a quello dell’iscrizione all’Albo, che i colleghi abbiano adempiuto o compreso gli obblighi verso l’Enpaf, attraverso un contatto diretto“, che potrebbe essere affidato a un consigliere o comunque a una figura all’uopo incaricata. Un’altra proposta riguarda  l’Università e suggerisce di installare nelle facoltà di Farmacia (una trentina in tutta Italia)  “totem informativi a controllo e aggiornamento remoto, gestiti dall’Enpaf”, che possano consentire agli studenti di avere accesso alle informazioni sulla previdenza di categoria.

Il vademecum si conclude con  un consiglio di estremo buon senso ai colleghi  neo laureati, quello di rivolgersi solo ed esclusivamente a persone competenti per qualsiasi dubbio inerente l’Enpaf.  “Abbiamo riscontrato in particolare in rete e sui social molta disinformazione e tante risposte errate ai quesiti posti dai colleghi” scrive Imperadrice “per cui vi invitiamo a contattare direttamente Enpaf  tel. 06.54711 per qualsiasi dubbio o problema possiate avere, o inviare  una mail ad info@enpaf.it  con il quesito per ricevere una risposta certificata dall’Ente.  Sinasfa per quanto di sua competenza è a disposizione dei colleghi neo laureati per ulteriori chiarimenti“, oltre a quelli contenuti nel vademecum. Che, ovviamente, è pubblicato anche sul sito del sindacato, a questo link.