Emilia Romagna, scontro tra M5S e Federfarma su diretta e Dpc

Roma, 8 settembre – Potenziare la distribuzione diretta dei farmaci ospedalieri ai pazienti, in particolare entro i trenta giorni dalla dimissione ospedaliera, e ai malati cronici e avviare una campagna di informazione più efficace per favorire l’utilizzo di farmaci equivalenti (generici) e biosimilari.

Questa la richiesta avanzata con un’interrogazione alla Giunta regionale dell’Emilia Romagna da Raffaella Sensoli e Andrea Bertani,  consiglieri del M5S. I quali, prendendo spunto da notizie stampa secondo le quali a Forlì “la distribuzione diretta dei farmaci attraverso le farmacie ospedaliere abbia cambiato forma e molti pazienti siano stati invitati a rifornirsi presso le normali farmacie” e a Forlimpopoli, nella locale Casa della salute, “il servizio di distribuzione diretta dei farmaci abbia subito un ridimensionamento”,  chiedono all’esecutivo regionale di intervenire.

Secondo i due consiglieri pentastellati, un’estensione a tutto il territorio regionale del ridimensionamento di questo servizio comporterebbe un aggravio di spese a carico del Ssr di circa 5,6 milioni. Peraltro – evidenziano Sensoli e Bertani – la Corte dei conti regionale nel 2016, in tema di spesa farmaceutica ospedaliera, ha messo in luce come l’Emilia Romagna abbia fatto registrare un aumento di tale tipologia si spesa pari al 5,5 per cento rispetto al 2012, superando il tetto del 3,5 per cento fissato dal Governo. Trend – ricordano – confermato nell’anno in corso, “con la nostra Regione che ha fatto registrare un più 1,6% rispetto alla media nazionale”.

Da qui l’interrogazione, che sottolinea come la distribuzione diretta dei farmaci risulti più economica, e quindi da incentivare, al pari del maggiore utilizzo di farmaci generici.

Immediata la replica di Federfarma Emilia Romagna, che in una nota subito diramata dal presidente Achille Gallina Toschi (nella foto) smentisce le affermazioni dei due consiglieri regionali M5S:  non solo la distribuzione diretta non genera risparmi per il sistema sanitario, afferma il sindacato regionale dei titolari, ma aumenta i costi a carico degli assistiti.

L’accordo stipulato a febbraio da Regione e Federfarma Emilia Romagna e finalizzato a incrementare progressivamente  la distribuzione per conto riducendo per contro quella diretta,  non va dunque contro gli interessi dei cittadini, ma – al contrario – a loro vantaggio.
“Con l’intesa sulla Dpc”  scrive al riguardo Gallina Toschi “la Regione ha dimostrato piuttosto di voler garantire ai cittadini un servizio moderno e di aver compreso il ruolo fondamentale delle farmacie come insostituibile presidio sanitario. L’accordo, infatti, permette a circa 100mila cittadini di trovare nelle farmacie più vicine a casa i farmaci prima reperibili solamente nei punti di distribuzione ospedalieri. E questo senza alcun aggravio per la spesa pubblica, perché l’Asl continua ad acquistare al prezzo più basso e le farmacie distribuiscono”.
Il presidente dei titolari emiliani ribalta poi la lettura dei due rappresentanti sui presunti risparmi: “Chiunque abbia fatto esperienza di distribuzione diretta nelle farmacie ospedaliere”  afferma Gallina Toschi “potrà confermare che in molti casi i farmaci – anche molto costosi – vengono forniti al momento della dimissione ospedaliera per coprire periodi di cura anche lunghi. Ma chi controlla che quelle terapie vengano poi effettivamente seguite?”.

Interrogativo non solo legittimo, ma del tutto fondato, secondo Gallina Toschi, soprattutto se si considera la frequenza con la quale i farmaci della diretta non utilizzati dai pazienti vengono portati in farmacia per essere smaltiti (integrando così la fattispecie dello spreco)  o riutilizzati. “È singolare che proprio il Movimento 5 Stelle, che non perde occasione per dichiararsi dalla parte del cittadino” conclude Gallina Toschi “si scagli contro un accordo a tutto vantaggio dei cittadini stessi. Il nostro auspicio, invece è quello di allacciare un dialogo aperto e costruttivo con tutte le forze politiche e istituzionali, finalizzato al benessere dei cittadini e della collettività”.