Emergenza Covid, allerta Sifo su carenze di farmaci negli ospedali

Roma, 14 aprile – La Sifo, Società italiana di farmacia ospedaliera e dei servizi farmaceutici delle Aziende sanitarie, ha opportunamente avviato in queste settimane di emergenza epidemica una Rete nazionale Emergenza Covid-19  che consente di condividere documenti, best practice e segnalazioni da parte dei farmacisti ospedalieri e dei servizi farmaceutici territoriali,  che – impegnati quotidianamente a rispondere ai bisogni dei pazienti, delle aziende sanitarie e delle cabine di regia regionali in un ruolo nevralgico – hanno come pochi altri il quadro della situazione e delle sue principali criticità.

“L’impegno quotidiano dei farmacisti ospedalieri e dei Servizi farmaceutici territoriali, nella prima linea di questa emergenza senza precedenti” spiega la presidente Sifo Simona Serao Creazzola (nella foto) “ha prodotto una raccolta informativa riguardante le carenze più significative su tutto il Paese. La capillarità del nostro osservatorio e delle sue rilevazioni sul campo, permette, ancora una volta da oggi, di mettere a fattor comune le similitudini e le differenziazioni territoriali. I primi dati che desideriamo condividere con istituzioni e agenzie centrali, esprimono carenze che permettono di intuire la difficoltà con cui oggi ci troviamo a gestire sia i pazienti Covid-19 che anche i pazienti con altre patologie che in questo momento subiscono, loro malgrado, una contrazione di disponibilità di farmaci. È opportuno che tutti (colleghi, personale medico, istituzioni, stakeholders del servizio sanitario nazionale) siamo coscienti di come l’emergenza si stia abbattendo sul sistema di approvvigionamento di farmaci al letto del paziente”.

Dalle segnalazioni dei farmacisti ospedalieri in prima linea emerge il quadro delle criticità in termini di carenze di approvvigionamento, che tiene conto del fatto che (pur essendo i farmaci gli stessi su tutto il territorio nazionale) a livello territoriale le realtà epidemiologiche così come quelle organizzativo-logistiche dell’assistenza sanitaria sono diverse. Le Regioni maggiormente coinvolte e colpite dall’epidemia presentano infatti un alto consumo di farmaci, sottraendone la disponibilità alle Regioni attualmente meno colpite. Il quadro delle indisponibilità e delle carenze varia continuamente nel tempo, sia perché varia la situazione pandemica nelle varie regioni sia perché l’Aifa ha autorizzato le aziende produttrici all’importazione dall’estero della quasi totalità dei farmaci carenti. Su quest’ultimo aspetto, sono diverse le aziende che si stanno organizzando, nella consapevolezza che tutto il mondo è impegnato a contrastare la pandemia e i farmaci richiesti sono ovviamente gli stessi.

Le carenze sono segnalate in particolare per una serie di farmaci appartenenti a nove categorie terapeutiche. Ecco il dettaglio dei prodotti per i quali si comciano a registrare problemi di approvvigionamento reso noto dalla Sifo: per gli antivirali, ritonavir/lopinavir, darunavir/cobicistat e remdesivir; per i curari-miorilassanti muscolari: cisatracurio, rocuronio e atracurio;  per gli anestetici: propofol e remifentanil; antibiotici: piperacillina/tazobactam e azitromicina;  antibatterici, claritromicina;  antitrombotici, eparina sodica; antimalarici, idrossiclorochina;  antiemorragici, acido tranexamico e, infine, per gli immunosoppressori il tocilizumab.

Le carenze sono poi segnalate in particolare per praticamente tutti o quasi i dispositivi di protezione individuale: guanti, mascherine, Ffp2, Ffp3, camici sterili. Difficoltà anche per i caschi per la ventilazione non invasiva (Niv)., per i tamponi naso-faringei, per i dispositivi dedicati ad apparecchiature per alti flussi e per i materiali per ventilazione meccanica a pressione positiva continua (Cpap): tubi, maschera, fasce elastiche.

La rete dei farmacisti ospedalieri registra e segnala poi altre problematiche di carattere globale, a partire dalla difficoltà periodica nel reperimento di disinfettanti: a questo le farmacie sspedaliere hanno risposto provvedendo in proprio alla produzione continua in loco di disinfettanti, seguendo le indicazioni e le prescrizioni normative, nonostante la difficoltà di reperimento dell’alcool, ingrediente fondamentale nella preparazione dei gel igienizzanti. Difficoltà che nascono essenzialmente dal fatto che anche in questo periodo di emergenza  le direzioni applicano rigidamente il codice degli appalti, con notevole rallentamento delle procedure di acquisizione.

Altro problema rilevante arriva dagli attuali blocchi delle frontiere e delle importazioni, che portano a ritardi nella consegna di farmaci importati dall’estero (è il caso del cisatracurio, uno dei più diffusi miorilassanti muscolari, proveniente dall’India), con pesanti ricadute sui pazienti critici.

Difficoltà oggettive, di fronte alle quali  i farmacisti ospedalieri non possono fare altro che assicurare, come stanno facendo,  il loro massimo impegno, affrontando turni di lavoro intensissimi per assicurare ai clinici e ai pazienti il massimo della risposta durante questo periodo critico e operando, al massimo grado, in ambiente galenico per offrire soluzioni sicure alle richieste di preparazioni e farmaci.

“Guardando i dati che oggi comunichiamo” commenta Serao Creazzola “dobbiamo ricordare che esiste un problema ospedaliero delle carenze, ma c’è una criticità territoriale altrettanto rilevante che, di conseguenza, si ripercuote sulla cura delle patologie croniche ed anche sulla presa in carico territoriale del Covid-19. Questa ormai è riconosciuta come una soluzione importante per decongestionare gli ospedali al collasso ed uscire dall’emergenza gestendo il lungo termine”.

“Di fronte a una situazione così impegnativa i farmacisti ospedalieri stanno assicurando una presenza costante, coraggiosa e instancabile” evidenzia in conclusione la presidente della Sifo. “Occorre che tutto il Paese sia cosciente che non è mai stata sperimentata una gestione così pesante di indisponibilità di farmaci e di dispositivi, e non da ultimo purtroppo anche di personale farmacista. È necessario pertanto, che ognuno continui a impegnarsi al massimo, nel seguire tutte le norme di sicurezza e distanziamento sociale per aiutare il Servizio sanitario nazionale a evitare il tracollo”-