Ema a Milano, arriva a sostegno un intergruppo parlamentare

Roma, 19 settembre – Per sostenere la candidatura di Milano come futura sede dell’Ema, l’agenzia comunitaria del farmaco che lascerà Londra in seguito alla Brexit, scendono in campo anche i parlamentari di schieramenti opposti. All’azione del Governo, della Regione Lombardia e del Comune di Milano, si aggiungerà infatti quella dell’intergruppo parlamentare presentato ieri a Palazzo Marino dalla deputata Pd Lia Quartapelle (nella foto di Affaritaliani.it insieme al sindaco di Milano Giuseppe Sala e al presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni) insieme a Maurizio Lupi (Alternativa popolare), Maria Stella Gelmini (Forza Italia), Gabriele Albertini, Patrizia Toia (europarlamentare Pd), Francesco Laforgia (Mdp),  Emilia De Biasi e Ivan Scalfarotto (Pd)

La sfida dell’Ema, che sta per arrivare a una svolta con la decisione del Consiglio Affari generali della Ue il prossimo 20 novembre, richiede “l’azione trasversale di tutte le istituzioni e di tutte le forze in campo” ha affermato Quartapelle, promotrice dell’iniziativa, spiegando che il lavoro  dell’intergruppo presentato ieri sarà quello di “affiancare le missioni che il governo farà nei prossimi mesi e compirà missioni anche in Paesi più piccoli per incontrare le commissioni parlamentari”.

“Le partite per vincerle bisogna giocarle. Noi abbiamo questa opportunità e dobbiamo giocarcela al meglio” ha aggiunto il sindaco Sala. “Mi rincuora vedere questa grande partecipazione a questo percorso. Ciò che di buono avviene per Milano avviene per l’Italia”.

Un punto, riferisce un ampio lancio di Affaritaliani.it, condiviso dal presidente della Regione Lombardia Maroni: “La questione Ema è il caso di una operazione di unione del lavoro delle istituzioni per ottenere un risultato utile per l’Italia, per Milano e per la Lombardia”.

Maroni  è quindi tornato sull’offerta della Regione, già annunciata, di mettere a disposizione dell’Agenzia regolatoria il Palazzo Pirelli. “Siamo disponibili iniziale a lasciare a carico di Ema, inizialmente, le sole spese di manutenzione del grattacielo e non un affitto” ha confermato Maroni. “È troppo importante avere la sede di Ema e possiamo permetterci di mettere a disposizione gratuitamente per qualche tempo la sede” fermo restando – ha aggiunto il governatore –  “l’aiuto del Governo, che ha già garantito di mettere a disposizione risorse per l’eventuale adeguamento degli spazi per le esigenze dell’Agenzia”.

Lìipotesi è quella di concedere all’Ema Palazzo Pirelli in affitto gratuito per un anno, per poi incrementarlo gradualmente, fino ad arrivare dopo quattro anni, nel 2022 a raggiungere la cifra piena di 7 milioni di euro, la metà di quello che l’Agenzia paga attualmente a Londra.

“Iniziative come quelle di oggi sono preziose perché fanno attivare all’estero l’idea che per una volta l’Italia è l’Italia, una, con tutte le forze politiche e tutte le istituzioni, unite sull’obiettivo” ha detto ancora Maroni, confermando che il  25 settembre i vertici delle amministrazioni comunale e regionale voleranno a Bruxelles per perorare la causa di Milano.

“Abbiamo fatto un lavoro straordinario, con il coinvolgimento del Governo, con il presidente Gentiloni che, pur non avendo seguito dall’inizio, ci ha messo la faccia” ha quindi aggiunto il presidente della Regione. “Le istituzioni italiane sono tutte compatte e c’è tutto il mondo delle imprese accanto a noi. Adesso la partita si gioca sul piano dell’azione del Governo: c’è ancora lavoro da fare e il Governo lo sta facendo – ha concluso -: come Comune e Regione restiamo a disposizione, ma ci deve essere una regia e questa regia la fa il Governo. E’ una partita complicata, non lo nascondiamo, ma sono convinto che più di così non si potesse fare e confidiamo che l’azione del Governo, di cui apprezziamo lo sforzo, alla fine prevalga e faccia prevalere la logica dei dossier”.

“Abbiamo un mese e bisogna dimostrare che questa non è la battaglia di Milano ma del Paese. Avere un’agenzia importante è una cosa che darebbe un grande prestigio all’Italia” ha aggiunto da parte sua, che ha indicato in Barcellona, Amsterdam e Vienna le possibili “rivali” di Milano nella corsa ad aggiudicarsi la sede di Ema. “A ognuna corrisponde però una debolezza” ha detto Sala. “In questo momento, ad esempio, in Spagna, c’è il dibattito sull’indipendentismo; in Olanda ci sono già due agenzie; e Vienna, soprattutto, dal punto di vista della sede, non può garantire granché”. 

Sala ha quindi concluso sottolineando che Milano, dopo la costituzione dell’intergruppo parlamentare a sostegno della sua candidatura, ha un vantaggio in più: “L’iniziativa sottolinea che la partita è sostenuta da tutta l’Italia” ha concluso il sindaco. “Il colore politico rimane nel modo di vedere le cose e in una sensibilità a volte diversa. Però, quando c’è da raggiungere un obiettivo, soprattutto a livello internazionale, è chiaro che l’unione fa veramente la forza”.