Ema, l’appoggio della Germania a Milano:
“Ha buone chance”

Roma, 16 novembre – A pochi giorni dal D-day del 20 novembre, data nella quale si riunirà il Consiglio Affari generali dell’Unione europea per decidere le nuove sedi di Ema (l’Agenzia europea dei medicinali) ed Eba (l’Authority bancaria), Milano incassa un importante endorsement dal ministro degli Esteri tedesco, Sigmar Gabriel,  che si è dichiarato personalmente favorevole alla candidatura italiana.

Gabriel, secondo quanto riferisce l’agenzia Radiocor Plus del Gruppo Il Sole 24 Ore, interpellato al termine di un incontro alla Farnesina con il collega italiano Angelino Alfano, ha spiegato che la Germania ha candidato Bonn, che quindi sarà indicata dai tedeschi nel primo voto.  Ma al secondo round, anche se la Germania non ha preso al riguardo una decisione definitiva, l’importante rappresentante del governo tedesco si dichiara certo che Milano “abbia buone possibilità di essere scelta come sede della nuova Ema”.
Per essere selezionate, le nuove sedi dell’Ema e dell’Eba dovranno ottenere tre voti da almeno 14 Paesi su 27. In caso contrario, le tre città più votate avranno accesso a una seconda tornata, quando i Paesi avranno un voto ciascuno. Vince chi riceve almeno 14 voti su 27. La Germania è considerata nettamente favorita per l’assegnazione dell’Eba a Francoforte.
Radiocor Plus registra quindi le dichiarazioni di Diana Bracco, presidente dell’omonimo gruppo farmaceutico e rappresentante del mondo produttivo nel comitato istituito con l’obiettivo di portare la sede dell’agenzia regolatoria comunitaria nel capoluogo lombardo, che ha esortato tutti a “incrociare le dita” in vista della decisione a Bruxelles di lunedì prossimo. “Federchimica ci è stata molto vicina e ci ha molto aiutato nello sforzo che abbiamo fatto di compattare tutte le forze del Paese” sull’obiettivo di portare a Milano la sede Ema, ha detto Bracco, ricordando che “all’inizio questa unità non c’era, ma tutti ora sono tesi su un obiettivo comune e questo è un successo dell’Italia di cui si sono accorti anche i media stranieri”.
Milano è in pole position per i bookmaker inglesi”
ha detto ancora Bracco, augurandosi che questa volta abbiano ragione, “visto che sulla Brexit si sono sbagliati”.

Ricordando che, almeno a suo giudizio, l’Italia ha fatto tutto il possibile per conseguire l’obiettivo, l’imprenditrice ha anche affermato che “Milano è l’unica candidatura che soddisfa tutti i criteri dell’Ue, ma non basta. Ora ci affidiamo al voto dei 28 Paesi membri, che in una prima votazione esprimeranno 3 punteggi, per passare poi alla votazione secca”.

E per sostenere fino alla fine la candidatura italiana, Bracco ricorda la mobilitazione di una diplomazia parallela delle imprese che, insieme al sindaco di Milano Giuseppe Sala, domani vanno a Cipro, dopo essere state e Riga, Tallin, Vilnius, Lisbona e Varsavia.

“Stiamo cercando l’appoggio di molti Paesi” ha commentato Bracco, che ritiene “non scontato” il riconoscimento all’Italia fatto dal quotidiano francese Le Monde. Rispetto ad Expo, di cui Bracco è stata presidente, il lavoro preparatorio è stato meno difficile.