Ema, Amsterdam in ritardo, l’Italia torna alla carica per Milano

Roma, 30 gennaio – Il trasferimento dell’Ema da Londra ad Amsterdam a causa di Brexit, sta creando qualche problema logistico e organizzativo ai vertici e ai dipendenti dell’Agenzia europea del farmaco. Lo dice Guido Rasi, direttore esecutivo dell’agenzia che a novembre fu assegnata alla città olandese dopo un sorteggio in cui fu sconfitta sul filo di lana la candidatura di Milano.

Rasi, in una conferenza stampa tenuta ieri a L’Aia insieme alle autorità olandesi, ha sottolineato che l’edificio definitivo in cui il personale dell’Ema dovrà trasferirsi non sarà pronto per la data ufficiale di Brexit, ovvero il 30 marzo del 2019, “quindi dovremo prima trasferirci in locali temporanei nella città e poi nell’edificio finale. Questo doppio trasferimento ci costringerà a investire più risorse e prolungherà la nostra modalità di ‘pianificazione della continuità operativa’. Il che significa – ha aggiunto il direttore dell’agenzia  – che ci vorrà più tempo per tornare alle nostre normali operazioni”.

Rasi, riferisce un lungo lancio dell’Agi, ha anche aggiunto che “nelle scorse settimane abbiamo avuto ampie discussioni sulla selezione di un edificio temporaneo. Entrambe le parti hanno convenuto che gli edifici inizialmente proposti non erano pienamente adatti allo scopo e che, pertanto, i nostri partner olandesi hanno dovuto trovare un’altra opzione. Ciò ha richiesto più tempo del previsto, ma sono lieto che ora abbiamo trovato una soluzione. Tuttavia – ha proseguito  – questa non è una soluzione ottimale, avremo solo la metà dello spazio rispetto alla nostra sede attuale a Londra”.

L’Ema inoltre, secondo il suo direttore generale, dovrà “anche usare strutture esterne per le riunioni”, anche se parte degli incontri scientifici potranno essere ospitati nella struttura temporanea, il che “potrebbe essere meno dirompente per il nostro lavoro”.

Rasi ha spiegato comunque che la decisione di trasferire l’Ema da Londra ad Amsterdam “è stata accolta favorevolmente dall’Agenzia e dal suo personale”, ricordando che “in un’indagine condotta lo scorso anno, oltre l’80% dei nostri 900 dipendenti ha dichiarato che sarebbe stato disposto a trasferirsi con l’Agenzia ad Amsterdam”.

“Nonostante questo, una cosa è chiara” ha concluso il direttore generale dell’agenzia “il trasferimento fisico dell’Ema in un nuovo Paese ospitante è la più grande sfida che l’Ema abbia mai dovuto affrontare sin dalla sua istituzione. Spostare una grande organizzazione come l’Ema in una nuova posizione è un’impresa complessa in qualsiasi circostanza. E ciò è reso ancora più difficile dall’ambiziosa linea temporale che ci viene data: dovremo essere presenti ad Amsterdam dal primo giorno di Brexit, cioè entro il 30 marzo 2019”. 

Alla luce di quanto sta emergendo sull’assegnazione ad Amsterdam della sede di Ema, da Palazzo Chigi si fao sapere che il Governo intraprenderà ogni opportuna iniziativa presso la Commissione europea e le istituzioni comunitarie competenti affinché, anche a seguito di quanto dichiarato dal direttore dell’Agenzia, venga valutata la possibilità di riconsiderare la decisione di novembre che vide Milano battuta al sorteggio finale.

“Secondo il Dg di Ema la  sede di Amsterdam non sarà pronta nei tempi previsti. In più la sede transitoria risulta inadeguata. Milano era pronta e operativa, sarebbe stato meglio decidere su elementi tecnici senza affidarsi alla sorte. Dobbiamo porre questione in Commissione Europea”, ha commentato su Twitter la ministra della Salute Beatrice Lorenzin.

Sul tema è intervenuta anche la presidente della Camera, Laura Boldrini: “Amsterdam non è pronta ad ospitare l’agenzia del farmaco. Il governo riproponga la scelta di Milano. È importante fare presto nell’interesse dei cittadini europei”.

Il sottosegretario agli Affari Europei, Sandro Gozi, da parte sua, al termine del Consiglio Affari generali ha affermato che quelle di Rasi sui ritardi di Amsterdam “sono dichiarazioni importanti, che stiamo valutando anche a Roma. Sull’Ema c’è un processo che è in corso, il Parlamento europeo deve prendere una decisione sulla modifica dei regolamenti che riguardano le agenzie. C’è una interrogazione di due parlamentari italiane alla Commissione, Patrizia Toia e Elisabetta Gardini, che solleva delle questioni che io considero rilevanti. Stiamo facendo le nostre valutazioni”.

Secondo Gozi, se il Parlamento dovesse prendere una decisione diversa da quella del Consiglio che ha assegnato la sede dell’Agenzia all’Olanda, “si aprirebbe una discussione tra le due istituzioni come sempre capita in queste occasioni. Aspettiamo di vedere quale sarà la presa di posizione del Parlamento europeo che senza dubbio ha un ruolo legislativo evidente, ma anche politico. Se il Parlamento sollevasse delle questioni rilevanti – ha concluso il sottosegretario – si aprirebbe una questione politica tra Consiglio e Parlamento”.

Da registrare anche le immediate reazioni del presidente di Regione Lombardia, Roberto Maroni e del sindaco della capitale lombarda Giuseppe Sala.

Ma come, Amsterdam non è pronta? Ci hanno presi in giro?” ha commentato il primo. “Sulla salute dei cittadini non si può scherzare: cara Commissione Ue, riporta Ema a Milano, subito: il Pirellone è pronto e disponibile”.
Secondo la direzione di Ema, i problemi di Amsterdam ad ospitare la loro  nuova sede sono evidenti. Sono in contatto con il Presidente Gentiloni per valutare tutte le possibili iniziative”, ha invece scritto il sindaco Sala sul suo profilo Facebook. “Sono d’accordo con il presidente Maroni, confermiamo che Milano è in grado di rispettare la tempistica richiesta, sia per la sede che per tutte le condizioni a latere”.