Ema, al via la candidatura di Milano. Gentiloni: “Ce la giochiamo per vincere”

Roma, 25 luglio – “Ce la giochiamo per vincere, entro fine mese presenteremo un dossier molto competitivo”. Così il presidente del Consiglio dei Ministri Paolo Gentiloni  ha ufficialmente annunciato ieri, nel corso di una conferenza stampa, la candidatura di Milano a nuova sede dell’Ema, l’Agenzia europea del farmaco, che lascerà Londra per effetto della Brexit.

Il capo del governo ha sottolineato la competitività del dossier italiano, che evidenzia il valore di tutto ciò che Milano e il suo territorio possono offrire alla sede dell’agenzia regolatoria comunitaria, ai suoi 900 dipendenti e ai 36 mila visitatori (in gran parte “addetti ai lavori”) che mobilita ogni anno.

Gentiloni – che ieri ha illustrato la candidatura di Milano anche in un articolo a sua firma su Il Sole 24 Ore –   ha spiegato di essere consapevole che la corsa a ospitare la sede Ema (che vede in lizza altri temibili competitor, a partire da Vienna) “si gioca sulle eccellenze, sulla capacità di attrarre lavoro, investimenti e imprese”, aggiungendo che Milano, da questo punto di vista, ha tutte le carte in regole per giocarsela fino in fondo.

La presentazione del dossier sulla candidatura del capoluogo lombardo, ha affermato il premier, “è un po’ un calcio di inizio di questa partita. Registro un lavoro importante fatto i questi mesi e devo dire che è stato un ottimo lavoro”.

“Portare a Milano Ema è una grande opportunità per il Paese e per Milano e la Lombardia” ha detto ancora Gentiloni, precisando che, allo stesso tempo, è anche “una grande opportunità che Milano e il nostro Paese mettono a disposizione dell’Europa”, con riferimento, in particolare, alla continuità operativa che verrebbe garantita all’Agenzia, alla capacità di interconnessione e alla qualità della vita che la capitale lombarda è in grado di assicurare e che, ha affermato Gentiloni, “è un aspetto fondamentale per i ricercatori che dovranno trasferirsi”.

“Le partite si vincono e si perdono, ma questa partita Milano, la Lombardia e l’Italia la giocano per vincere”  ha affermato Gentiloni con convinzione. “Abbiamo le condizioni per farlo, e penso alle risorse che abbiamo messo in campo, al gioco di squadra. Con tutto il rispetto dello spirito olimpico, non saremo ‘decoubertiniani’, e ce la giochiamo per vincere”, ha quindi concluso il capo del governo italiano, affermando di confidare che la competizione “sia basata su qualità delle offerte e dei territori e non su strani criteri di riequilibrio geopolitico”.

“Lavoriamo con grande intensità e forza per vincere questa sfida” ha aggiunto il presidente della regione Lombardia, Roberto Maroni. “Come Regione abbiamo messo a disposizione questo storico palazzo che rende la candidatura estremamente competitiva”  ha aggiunto il governatore, facendo riferimento al grattacielo Pirelli, sede della Regione, messo a disposizione dell’Authority europea del farmaco almeno nelle prime fasi del suo eventuale insediamento a Milano. “Ma se tra le condizioni perché Ema arrivi da noi dovesse esserci che il Pirellone sia definitivamente assegnato all’Agenzia, io credo che dovremmo dire di sì” ha precisato il presidente regionale.

“Ci sono tantissime candidature ma confidiamo nell’impegno del governo che sappiamo molto forte e siamo fiduciosi” ha concluso Maroni, dopo aver elencato tutti i requisiti che fanno di Milano la sede ideale per ospitare Ema. “In Lombardia abbiamo tre università con 56 facoltà medico scientifiche, 1000 centri di ricerca tra pubblico e privato, 19 Irccs, 9 cluster tecnologici” ha voluto ricordare il governatore. “Abbiamo poi in corso di realizzazione due infrastrutture molto importanti: Human Technopole e la Città della salute e della ricerca, con quest’ultima candidata a diventare a tutti gli effetti un punto di riferimento europeo per l’oncologia. Siamo al fianco del Governo in questa partita, faremo tutto il possibile per far sì che Milano abbia quel riconoscimento che merita nei fatti”.

Anche da Giuseppe Sala, sindaco di Milano, è arrivata un’ulteriore esortazione al Governo: “Ci aspettiamo che il presidente del Consiglio lotti come un leone per portare a casa Ema” ha detto Sala,  esprimendo la convinzione che “Milano abbia davvero le carte in regola. Merita questo riconoscimento”.

Diana Bracco, nel coordinamento ristretto istituito dalla Regione Lombardia, in rappresentanza delle imprese, per la candidatura di Milano, a margine della conferenza stampa di presentazione  a Palazzo Pirelli ha ribadito che “Milano è una sede importantissima proprio per le scienze della vita. Riteniamo che l’interazione con le nostre università e con i molti istituti di ricerca scientifica che sono il fiore all’occhiello di questo distretto e con l’industria farmaceutica possa rappresentare una carta vincente”.