Ema, adeguata la sede provvisoria ad Amsterdam ma tempi incerti per la nuova

 

Roma, 23 febbraio –  La sede provvisoria per l’Agenzia europea del farmaco (Ema) ad Amsterdam sembra soddisfare le esigenze previste. Mancano ancora le dotazioni e gli arredi, ma c’è il tempo sufficiente per provvedere e preparare tutto.

Questo, secondo quanto riferisce l’agenzia EuNews, l’esito del sopralluogo svolto ieri ad Amsterdam dalla delegazione di europarlamentari,  guidata dall’italiano Giovanni La Via (nella foto),  per verificare la reale situazione delle sedi destinate a ospitare l’agenzia regolatoria comunitaria, sia quella provvisoria che la definitiva, alla luce delle preoccupazioni al riguardo registrate dalla stampa di inofrmazione e in parte espresse dalla stessa dirigenza dell’Ema.

“Palazzo Spark (ovvero la sede provvisoria in attesa della costruzione di quella definitiva, NdR) è un buon edificio”  ha detto La Via ai giornalisti dopo la visita. “Il vero problema è il tempo necessario per le ristrutturazioni, ma non ci sono grandi esigenze”.

All’interno “c’è una struttura ben attrezzata”, ha aggiunto, spiegando che “si devono ovviamente portare i materiali di consumo come le scrivanie ma questo, con nove mesi di anticipo per rendere tutto completo, è fattibile”.

Per quanto riguarda la sede definitiva, il Vivaldi Building, La Via ha affermato che “oggi abbiamo avuto rassicurazioni circa il bando di gara. Ci hanno garantito che il primo giugno verrà posata la prima pietra per la costruzione, che dovrebbe procedere abbastanza rapidamente: pensano di salire nell’ordine di mezzo metro al giorno”.

Le autorità olandesi hanno risposto a tutte le nostre domande e hanno dato rassicurazioni sul rispetto dei tempi e dei costi presentati nell’offerta iniziale, ma abbiamo ancora qualche perplessità sulla possibilità di realizzare in tempi così ridotti la sede definitiva ed evitare possibili ricorsi che possono ritardare la consegna della struttura e garantire la continuità operativa dell’Agenzia” ha  commentato Simona Bonafè, lasciando aperto uno spiraglio alla possibilità che i problemi di Amsterdam possano portare a riconsiderare la decisione di assegnare alla capitale olandese la sede dell’Ema.

Spiraglio allargato da un’altra europarlamentare dem, Mercedes Bresso, secondo la quale “c’è un grave rischio di conflitti tra poteri europei nell’assegnazione di Ema ad Amsterdam, visto che il Parlamento non ha avuto modo di leggere tutti i documenti inerenti. Tutto questo mette in discussione la legittimità della scelta di Amsterdam, oltre ad essere una grave presa in giro delle prerogative del parlamento che ha il potere di codecisione”.

Critico ma anche pessimista invece Piernicola Pedicini, eurodeputato M5S, anche lui in visita in Olanda. “Una ruspa, area vuota, macerie. Qui –  ha affermato – dovrebbe sorgere nel novembre 2019 la nuova sede, nel frattempo l’agenzia occuperà una sede provvisoria che non ha i requisiti richiesti (metà delle esigenze di spazio in termini di metratura e ha altre anomalie come la condivisione del parcheggio con nientemeno che un albergo). Garantire la continuità delle attività dell’agenzia era un requisito fondamentale per la valutazione delle proposte, e in tal senso Milano aveva una sede già pronta con una proposta eccellente, ma il governo italiano non è stato in grado di portare a casa il risultato”.

Nel frattempo, è esplosa una polemica tra il Comune di Milano ed il Consiglio europeo, che in una nota difensiva per il Tribunale dell’Ue ha definito il ricorso italiano “non ricevibile” in quanto la decisione è stata presa dai governi e non dal Consiglio europeo in quanto tale. Di parere opposto ovviamente i legali di Milano.