Ema a Milano, lunedì il dossier del Governo. Scaccabarozzi: “Ora lavori la diplomazia”

Roma, 21 luglio – Il governo, accogliendo le sollecitazioni avanzate nei giorni scorsi dal presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni e dal sindaco di Milano Giuseppe Sala, presenterà ufficialmente, lunedì prossimo, la candidatura dell’Italia a ospitare a Milano la sede dell’Ema, l’Agenzia europea del farmaco che dovrà lasciare Londra per effetto della Brexit.

A presentare il dossier a sostegno della candidatura del capoluogo lombardo sarà lo stesso presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, nel Belvedere del Pirellone, il grattacielo sede del Consiglio regionale della Lombardia che Maroni ha già messo a disposizione per ospitare  la sede Ema.

All’evento, oltre al capo del governo, ci saranno gli stessi Maroni e Sala e il delegato del Governo a seguire la vicenda, l’ex ministro Enzo Moavero Milanesi.

Quella dell’insediamento dell’agenzia regolatoria comunitaria in Italia, e segnatamente a Milano, è una partita strategica che – nonostante la concorrenza molto agguerrita – il nostro Paese può vincere. Al riguardo, professa tutto il suo ottimismo il presidente di Farmindustria Massimo Scaccabarozzi, per il quale,  Milano ha tutte le carte in regola per sbaragliare il campo dei contendenti: “È imbattibile e se faremo un buon lavoro di diplomazia sono convinto che possiamo portare a casa il risultato” ha detto Scaccabarozzi, ricordando di essere stato il primo, nel marzo 2016, ad auspicare che – in caso di Brexit – l’Agenzia venisse trasferita in Italia.

Quella di Milano è una candidatura molto forte. Ha una posizione centrale a livello europeo, è ben collegata e vanta importanti eccellenze. Inoltre l’Italia ha un’industria farmaceutica di primo livello e la nostra è un’Agenzia del farmaco di prim’ordine. Insomma, ce la meritiamo l’Ema a Milano” ha detto ancora il presidente di Farmindustria, sottolineando come la seconda capitale d’Italia sia le due, forse tre città europee che possono ambire ad ospitare l’Ema.

“Ma per me è la prima” ha tagliato corto Scaccabarozzi, tornando sulla necessità, in questa fase, di un intenso e fine lavoro diplomatico, svolto dietro le quinte per superare alleanze e accordi che sarebbero già stati sottoscritti, secondo le indiscrezioni pubblicate dalla stampa nei giorni scorsi, secondo le quali Emmanuel Macron e Angela Merkel avrebbero fatto asse per una spartizione delle due agenzie Ue con sede a Londra, l’Eba e l’Ema: quella economico finanziaria andrebbe a Francoforte, quella dei farmaci a Lille.

Ma Milano, secondo Scaccabarozzi, può reggere la concorrenza, anche perché dispone di un asso nella manica, un aspetto tecnico che la avvantaggia rispetto a ogni altra città concorrente. “Parliamo di farmaci, ed è essenziale in questo campo poter garantire continuità”  chiarisce Scaccabarozzi  “a tutela della salute dei cittadini europei. Milano può essere operativa da subito, altre sedi non sono in grado di farlo. E di questo bisognerà tenerne conto”.