Elezioni, liste Pd a sorpresa: fuori il responsabile sanità Gelli

Roma, 29 gennaio – La sofferta messa a punto delle liste elettorali in casa (dove hanno dovuto trovare posto anche i candidati delle formazioni alleate, come il piccolo rassemblement di centro Civica popolare guidato da Beatrice Lorenzin: la ministra della Salute uscente ha ottenuto il collegio uninominale di Modena, ritenuto tra i più sicuri) ha anche prodotto bocciature eccellenti e che non mancheranno di fare discutere.

Su tutte, almeno in ambito sanitario, sorprende quella di Federico Gelli (nella foto), parlamentare pisano e responsabile nazionale della sanità per il Pd, incarico che gli era stato recentemente confermato, autorizzando a ritenere che al plenipotenziario del partito in materia di salute, distintosi anche per le sue iniziative legislative (su tutte, la  legge sulla responsabilità civile dei medici) sarebbe stata fornita l’occasione di tornare in Parlamento anche nella prossima legislatura.

Ad accreditare l’ipotesi di una sua nuova candidatura , peraltro, era stato anche l’affidamento della stesura del programma elettorale del partito per la sanità.  Ma, evidentemente, i criteri che hanno guidato la compilazione delle candidature  Pd hanno seguito strade eccentriche rispetto a ogni considerazione di coerenza e conseguenza, come peraltro attesta la bizzarra circostanza che in uno dei collegi “rossi” per eccellenza, quello di Modena, il partito schiererà una ex Forza Italia, che nel suo palmares annovera, come prima carica politica di rilievo, la nomina a coordinatrice del partito nel Lazio, voluta nel 2005 (non senza sorpresa e qualche mal di pancia) dallo stesso Berlusconi.

Gelli fuori, dunque, ed è ragionevole ritenere che sulla decisione di escluderlo non mancheranno davvero le polemiche e le letture dietrologiche, a partire da quella che circola ormai da tempo sulla (presunta) scarsa sensibilità del segretario del partito Matteo Renzi ai problemi della sanità pubblica.

La compilazione delle liste Pd ha in ogni caso fatto altre vittime illustri, tra i parlamentari che nella legislatura precedente si sono occupati con impegno dei temi sanitari: se la presidente della Commissione Igiene e sanità del Senato Emilia Grazia De Biasi ha ottenuto un posto in lista (alla Camera, però, non più a Palazzo Madama, e nel Collegio uninominale Milano 5, dove dovrà giocarsela senza ‘paracadute’), resta  a casa la battagliera capogruppo Pd alla Commissione Affari Sociali di Montecitorio, Donata Lenzi, e si tratta di un’altra “no entry” destinata a far discutere.

Fine dell’avventura in Parlamento anche per gli ex presidenti delle federazioni professionali dei medici e degli infermieri, Amedeo Bianco e Annalisa Silvestro, che pure – per continuare  a restare in Senato nel rispetto delle norme sull’incompatibilità – avevano rinunciato ai loro incarichi negli organismi ordinistici.