Ecm, nel 2020 riforma del sistema, proroga per i crediti mancanti

Roma, 3 gennaio – A inizio anno, non sembra inopportuno riepilogare la situazione degli obblighi relativi all’aggiornamento obbligatorio ai fini Ecm  dei professionisti della sanità (inclusi dunque i farmacisti), dopo le importanti decisioni assunte dalla  Commissione nazionale per la formazione continua nella sua riunione dello scorso 18 dicembre.

In quell’occasione, prendendo atto del sovraccarico di richieste arrivate al Cogeaps (il Consorzio che gestisce le posizioni anagrafiche dei crediti Ecm) a causa dell’iscrizione al portale degli oltre 200mila nuovi professionisti sanitari riconosciuti dalla legge 3/2018 (legge Lorenzin), la Commissione ha  infatti deciso spostare al 31 dicembre 2020 il termine per l’acquisizione dei crediti formativi relativi al triennio 2017-2019, trasformandolo in buona sostanza in un quadriennio.

Ci sarà dunque un altro anno di tempo per mettersi in regola con l’obbligo dell’aggiornamento continuo. La proroga del termine, tuttavia, non fa slittare l’inizio del triennio 2020-2022: il che significa che con l’inizio del nuovo anno è comunque cominciato il nuovo periodo formativo, per il quale è previsto un obbligo pari a 150 crediti Ecm da acquisire tramite la frequenza di convegni, congressi e corsi accreditati, siano essi residenziali o a distanza (Fad).

È il caso di precisare che, essendo stata adottata una proroga anche per il triennio formativo 2014-2016 (in quel caso di tre anni, facendo coincidere la fine del triennio 2014-2016 con quella del triennio 2017-2019), il nuovo spostamento del termine è valido anche per recuperare eventuali carenze formative relative agli anni precedenti.  Una comunicazione in questo senso è stata inviata nei giorni scorsi dalla Fnomceo ai presidenti degli Ordini dei medici provinciali, precisando appunto che “per il triennio 2014-2016 e il triennio 2017-2019 il recupero dei crediti mancanti sarà consentito fino al 31 dicembre 2020”. Secondo l’interpretazione della federazione professionale dei medici (presieduta da Filippo Anelli, che è anche vice presidente della  Commissione nazionale Ecm) c’è dunque ancora tempo per regolare eventuali carenze formative relative al triennio precedente.

I professionisti non in regola con l’obbligo formativo che approfitteranno della proroga dovranno però pagare un pegno: non potranno usufruire delle riduzioni previste dal Manuale sulla formazione continua del professionista sanitario, che prevedono uno sconto pari a 30 crediti per i professionisti che nel triennio 2014-2016 avevano acquisito tra i 121 e i 150 crediti e uno sconto pari a 15 crediti per coloro che ne avevano maturati tra 80 e 120. Il mancato beneficio costringerà ovviamente i professionisti sanitari non in regola con gli obblighi formativi al 31 dicembre 2019 a seguire un numero maggiore di corsi.

Per esemplificare, a un professionista che nel triennio 2014-2016 ha acquisito 100 crediti, nel triennio 2017-2019 sarebbero stati sufficienti 135 crediti (al netto di ulteriori riduzioni) per essere in regola con l’obbligo. Se, tuttavia, al 31 dicembre 2019 lo stesso professionista avesse acquisito meno di 135 crediti, dovrà preoccuparsi di raggiungere nel 2020 non più un totale di 135 crediti, ma di 150. Perde quindi il ‘premio’ ottenuto per aver acquisito un numero considerevole di crediti nel triennio precedente.

Nella riunione del 18 dicembre, la Commissione nazionale Ecm ha assunto anche l’importante decisione di rivedere il sistema della formazione continua, rilevando che, a vent’anni dalla sua istituzione, “non è più adeguato per rispondere ai bisogni dei pazienti, alle esigenze del Servizio sanitario e allo sviluppo professionale”. All’uopo, la Commissione nazionale ha adottato una delibera che istituisce un gruppo di lavoro per la revisione e la valorizzazione del sistema della formazione continua nel settore salute” finalizzata a “elevare la qualità degli eventi formativi per migliorare le competenze e le abilità cliniche, tecniche e manageriali degli operatori sanitari, con l’obiettivo di assicurare efficacia, appropriatezza, sicurezza ed efficienza all’assistenza prestata dal Servizio sanitario nazionale“.

Del gruppo di lavoro farà parte, in rappresentanza della professione farmaceutica, il presidente dell’Ordine dei farmacisti Giovanni Zorgnorappresentante della Fofi in seno alla Commissione nazionale per la formazione continua.

 

♦ LA DELIBERA DELLA COMMISSIONE ECM