Ecdc, resistenza batterica, dati italiani
in peggioramento

Roma, 16 novembre – Italia si conferma tra i peggiori paesi europei per il tasso di infezioni da batteri resistenti agli antibiotici  ed è uno dei pochi in cui la situazione è in peggioramento, mentre altrove c’è per lo meno una stabilizzazione.

Lo affermano i dati diffusi ieri dal Centro Europeo per il Controllo delle malattie (Ecdc) in occasione dell’European Antibiotic Awareness Day, rilanciati dall’agenzia Ansa.

Secondo le tabelle pubblicate dal Centro, in generale si nota un gradiente Nord-Sud nella prevalenza delle infezioni, con l’Europa meridionale che ha tassi più alti. L’Italia è nella fascia peggiore, quella tra il 25 e il 50% di prevalenza, per l’Escherichia coli resistente alle cefalosporine di terza generazione, e ha valori alti anche per quella che non risponde neanche agli altri antibiotici moderni come i fluorochinoloni.

Oltre la metà delle infezioni da acinetobacter, inoltre, comuni negli ospedali, sono multiresistenti, anche in questo caso un dato fra i peggiori nel continente. Il nostro paese è anche uno dei pochi che non ha migliorato i tassi per lo staffilococco aureo resistente alla meticillina, settore in cui invece ad esempio Spagna, Regno Unito e diversi altri Paesi hanno segnali positivi, ed è invece passato da una fascia intermedia alla peggiore per l’enterococco resistente alla vancomicina.